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Più continuità che cambiamento con Giovanni Malagò alla testa della Figc

L’ex presidente del Coni, reduce dall’esperienza dei Giochi di Milano-Cortina, raccoglie l’eredità della federazione dopo la fine della gestione di Gabriele Gravina, conclusa con le dimissioni seguite alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali per la terza volta consecutiva.

Più continuità che cambiamento con Giovanni Malagò alla testa della Figc
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22 Giugno 2026 - 15.43


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“È un senso di responsabilità profondo ed emozionante. Da solo non posso fare nulla, con voi possiamo fare tutto. Grazie a tutti”. Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della Figc con 343.084 voti, pari al 68,5%. Lo sfidante Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti ed ex numero uno della Federazione tra il 2007 e il 2014, si è fermato a 145.936 voti, poco sotto il 30%.

Una vittoria netta che segna la scelta del calcio italiano di affidarsi alla continuità più che al cambiamento. L’ex presidente del Coni, reduce dall’esperienza dei Giochi di Milano-Cortina, raccoglie l’eredità della Figc dopo la fine della gestione di Gabriele Gravina, conclusa con le dimissioni seguite alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali per la terza volta consecutiva.

Nel suo intervento prima del voto, Malagò aveva riflettuto sugli endorsement ricevuti: “Ero titubante, poi mi sono dato una risposta: per la mia storia, per il mio curriculum”. E sulle critiche legate alla sua figura esterna al sistema calcio ha replicato: “Ho sentito parlare di un ‘Papa nero’, di uno straniero. Ma io mi sento uno di voi. Sono fratello, padre e figlio di questa federazione”.

L’assemblea elettiva, ospitata all’Hotel Astoria di Roma, ha confermato anche il consiglio federale uscente, nel segno della continuità: per la Serie A restano Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta, per la Serie B Antonio Gozzi, per la Serie C Giulio Gallazzi. In rappresentanza degli atleti sono stati confermati Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama, mentre per i tecnici Giancarlo Camolese e Silvia Citta. Il sistema elettorale ha assegnato pesi differenti alle componenti federali: Serie A 18%, Serie B 6%, Lega Pro 12%, Lega Nazionale Dilettanti 34%, Aic 20% e Aiac 10%, contribuendo a delineare una maggioranza ampia per il nuovo presidente.

Figura centrale dello sport italiano negli ultimi anni, Malagò arriva alla guida della Figc dopo dodici anni alla presidenza del Coni, dal 2013 al 2025. La sua esperienza al Foro Italico è stata segnata da una forte capacità di costruire relazioni e consenso, ma anche da tensioni istituzionali e politiche, dalle riforme sullo sport ai rapporti con i diversi governi. Tra i momenti chiave della sua gestione, la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, poi naufragata, e l’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi invernali del 2026. Proprio quel dossier è stato anche oggetto di polemiche e inchieste sui costi e sulla gestione della Fondazione.

Ora per Malagò si apre una nuova fase, nel segno della continuità con il sistema che ha contribuito a costruire e attraversare da protagonista per oltre un decennio.

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