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Emanuela Fanelli in “Peccato” si mette in scena per raccontare un fallimento puro

In un trascinante mix di presente e passato, seguiamo l'attrice tra improvvisi exploit, deliri, errori, ingenuità, esperienze bizzarre, flop, incontri, polemiche e amori sbagliati

Emanuela Fanelli in “Peccato” si mette in scena per raccontare un fallimento puro
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5 Ottobre 2026 - 17.55


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Emanuela Fanelli si immagina a 63 anni, nel 2049, lontana dalle scene da tempo, dopo uno scandalo finanziario e un processo. È questo il punto di partenza di Peccato, mockumentary comedy di Valerio Vestoso, unica serie nel programma dell’83/a Mostra del cinema di Venezia, presentata al Lido fuori concorso e dal 2 ottobre su Hbo Max. In sei episodi, un immaginario alter ego dell’attrice ripercorre la sua ascesa nel mondo dello spettacolo, come scrive Francesca Pierleoni su Ansa.it.

Nella serie seguiamo il giornalista Malcolm Pagani che riesce a rintracciare in Valle d’Aosta Emanuela Fanelli, dove l’attrice si è ritirata da anni. Un’assenza che, in realtà, in pochi hanno notato, colleghi compresi.

“La prima che viene presa in giro sempre sono io, ma eravamo tutti complici in questo scherzo”, racconta Fanelli, mattatrice della serie e coautrice della sceneggiatura insieme a Giulio Somazzi e allo stesso Vestoso. L’idea, spiega, è nata osservando la diffusione di documentari dedicati a persone ancora in vita, anche giovani, raccontate in maniera celebrativa o attraverso i luoghi comuni. Così è nata la scelta di mettere se stessa al centro di una storia. “Ho pensato di mettermi in scena, per raccontare un fallimento puro, senza appelli. Volevo che attraverso la donna della storia, il pubblico si divertisse ma provasse anche tenerezza verso di lei”, spiega l’attrice.

Il racconto è arricchito dalle testimonianze “fintamente vere” di numerosi protagonisti del cinema e dello spettacolo, molti dei quali mostrati invecchiati come la stessa Fanelli. Tra loro Sabrina Ferilli, Ferzan Ozpetek, Paola Cortellesi, Alessandro Borghi, Malcolm Pagani, Valerio Mastandrea, Anna Bonaiuto, Geppi Cucciari, Massimo De Lorenzo, Francesca Archibugi, Riccardo Milani, Paolo Virzì, Paolo Genovese, Antonio Ricci, Tullio Solenghi, Caterina Balivo, Piera Detassis, Fabio Fazio, Giovanni Floris, Valeria Golino e Gigi Marzullo, oltre a diverse sorprese.

“Forse in questa serie c’è anche un po’ la riabilitazione di quello che alcuni chiamano il “circoletto””, osserva Fanelli, pensando a un ambiente in cui tutti si prendono molto sul serio e si sentono un po’ a volte degli eletti. “Invece qui si sono tutti presi in giro e hanno dato dei ritratti di loro stessi spesso surreali, giocando sui cliché”. Poi sicuramente, aggiunge sorridendo, “è stato anche un modo per mettere le mani avanti”. “Abbiamo raccontato come possa andare tutto male, in questo mondo, sia per esorcizzarlo, ma anche, nell’ipotesi capitasse pure a me, per fare pensare che l’avessi previsto”.

Il progetto arriva in un momento particolarmente significativo della carriera dell’attrice, che ritroveremo anche tra i protagonisti del film d’apertura della Festa del Cinema di Roma, Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese. Fanelli è arrivata al successo dopo un lungo percorso iniziato a 16 anni, tra teatro, radio, cinema e televisione, fino alla conquista di due David di Donatello consecutivi, nel 2023 e nel 2024, come miglior attrice non protagonista per Siccità e C’è ancora domani. Un successo nel quale ha saputo mantenere i piedi per terra: “È stata una strada lunga ma quando è andata bene, è successo tutto molto velocemente. Ho subito sentito che c’era il rischio di farsi definire da questo mestiere e sono stata attenta perché non accadesse”.

Anche i due David, racconta, sono stati vissuti con una importanza diversa da quella che avrebbe avuto in passato. “Vincere i David è stato un onore meraviglioso, ma se fosse successo dieci anni prima gli avrei attribuito più importanza di quella che poi gli ho dato nella realtà. Questo è un mestiere che cambia molto velocemente e soprattutto ha tante variabili che non dipendono da me”. Da qui la scelta di non confondere il successo con il proprio valore personale.

Prodotta da Water Film con la partecipazione di HBO Max, in collaborazione con Rai Cinema, Peccato racconta la storia di un’attrice di qualche successo. In un trascinante mix di presente e passato, seguiamo l’Emanuela del racconto fra improvvisi exploit, deliri, errori, ingenuità, esperienze bizzarre, flop, incontri, polemiche e amori sbagliati.

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