Giovedì 22 ottobre, nell’ambito degli insegnamenti di Antropologia Visiva, Teorie e politiche dei Patrimoni Culturali e di Giornalismo per le industrie Culturali, avrà luogo il seminario “L’umanità il patrimonio culturale immateriale da salvare. Film e documentari su Gaza”. È prevista la proiezione di quattro documentari, di cui riportiamo una breve sinossi. L’appuntamento è nell’aula 349A dalle 8:15 alle 13.
“A Gaza story: All that’s left to me” di Mariella Bussolati: Attraverso testimonianze intime e materiali d’archivio personale, il documentario racconta il dramma della perdita e della memoria a Gaza. L’opera si concentra sulla vita quotidiana spezzata e sulla determinazione di chi cerca di custodire i frammenti della propria identità e delle proprie radici in un territorio segnato dall’assedio.
“One more jump” di Emanuele Gerosa: Il film segue i membri del Gaza Parkour Team, in bilico tra il desiderio di fuggire e la volontà di rimanere. Attraverso le acrobazie urbane tra le macerie della Striscia, l’opera esplora il parkour come metafora di libertà per una gioventù intrappolata, mettendo a confronto i destini dei cittadini che la abitano.
“Voyage à Gaza” Piero Usberti: Realizzato prima dei fatti dell’ottobre ’23, il documentario è un diario che raccoglie sogni e testimonianze dei giovani palestinesi che vivono nei territori della Strisci. Lontano dall’essere esclusivamente un reportage bellico, Usberti restituisce uno sguardo intimo sui loro sogni, sulle frustrazioni dell’isolamento e su un’irriducibile vitalità che sfida la reclusione forzata.
“Gaza. Ceasefire” di Hassan Selmi: Un’opera che offre una cronaca cruda e diretta sulla sopravvivenza nei rari e fragili momenti di cessate il fuoco, quando la popolazione fa i conti con le devastazioni e il lutto. Con uno sguardo radicato sul terreno, Selmi documenta il disperato tentativo di riorganizzare la vita tra le macerie prima della ripresa dei bombardamenti.
La partecipazione è aperta a tutti gli interessati e rappresenterà un momento per interrogarsi assieme su quello che stanno vivendo i gazawi. È anche previsto un collegamento con i registi delle pellicole.