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La vittoria del No: ecco come i diversi giornali ne hanno dato la notizia 

Le aperture della prima prima serata di ieri, a confronto con le pubblicazioni all’indomani del referendum. Abbiamo scelto di leggere Libero, IlGiornale, LaRepubblica e IlFattoQuotidiano. Un confronto che fa emergere non solo due visioni nettamente opposte.

La vittoria del No: ecco come i diversi giornali ne hanno dato la notizia 
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24 Marzo 2026 - 16.16


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di Giada Zona e Caterina Abate

Dopo mesi di informazione, campagna referendaria non sempre nel merito e divisioni politiche, finalmente il verdetto è diventato definitivo: il referendum costituzionale sulla giustizia è stato vinto dal No. Una notizia che dominerà l’agenda dei media a lungo e che i quotidiani stanno già sviscerando. Abbiamo scelto di mettere a confronto le aperture in prima serata del 23 marzo e quelle all’indomani del referendum, di Libero e Il Giornale, del quotidiano nazionale LaRepubblica e, infine, de IlFattoQuotidiano

Partendo da Libero, che sceglieva ieri sin da principio la solita via del sensazionalismo per i suoi lettori, puntando il dito contro le fantomatiche toghe rosse. In prima pagina titolava “Chi non salta meloni è, ecco chi ha vinto il referendum: le toghe rosse toccano il fondo”, pubblicando un video dove una parte della magistratura festeggia la vittoria del no, cantando il coro “chi non salta è Meloni”.

Quello che per molti è un momento di gioia spontaneo, Libero invece lo vede e lo presenta come un atto inopportuno che mina l’autorità della premier. Oggi si aggiungono l’editoriale del direttore Mario Sechi, che titola “L’ingiustizia è uguale per tutti: vincono meridionalismo e menzogne”, mentre in alto in evidenza il redazionale “Referendum, un nuovo soggetto politico: ecco il piano dell’ANM”. L’attenzione è chiaramente focalizzata sul cavalcare l’onda di una divisione tra Nord e Sud, con toni fortemente antimeridionalisti, oltre che puntare ancora il dito contro il nemico di sempre, la magistratura. Si aggiunge però una nuova pervicace critica ai giovani, designati come nuovi bersagli facili.

Prosegue poi l’attacco alla sinistra anche su IlGiornale, dove la narrazione si sposta sui “cori anti-premier” e sulla cosiddetta “festa-vergogna dell’Anm”. La strategia mediatica sembra quella di dipingere i festeggiamenti come un attacco inaccettabile, tentando probabilmente di unire l’elettorato di destra. In primo piano oggi si trova “Cgil, anarchici, proPal e islamici: si salda il fronte anti riforma.

Della giustizia non frega niente a nessuno – Il video commento di Cerno”. Oltre l’Associazione Nazionale Magistrati e la sinistra, ed emergere come altri capri espiatori sono i proPal e gli “islamici”. Piuttosto che andare nel merito i due quotidiani di destra pare cerchino di trovare dei nemici capaci di compattare i loro lettori e quindi l’elettorato di destra, seguendo la strategia della tensione e della paura. Durante la campagna referendaria, da più parti i sostenitori del sì si sono trovati a tirare in ballo, anche maldestramente criminali e stupratori, che fantomaticamente verrebbero lasciati a piede libero dalle “toghe rosse”. Visti i risultati forse cercare nuovi nemici non è una strategia vincente. Alla notizia della morte di Gino Paoli, entrambi i quotidiani danno ben più risalto alla notizia di quanto avrebbero probabilmente fatto in altri tempi.

Piuttosto neutrale Repubblica, che riportava ieri gli aggiornamenti, limitandosi quindi ad una cronaca puntuale: la sinistra in piazza per festeggiare il no, le dichiarazioni della destra e altre del centrosinistra, principalmente della leader del Pd Elly Schlein. Ed anche oggi resta più sul merito, dando ampio spazio alla questione referendaria con una sezione dedicata.

Parte con la dichiarazione del ministro Nordio in primo piano, mentre subito sotto due distinti articoli: il primo di Tommaso Ciriaco e Antonio Fraschilla, sulla presidente del consiglio “Shock Meloni, torna la tentazione del voto anticipato. Malcontento Fdl”, e il secondo di Lorenzo De Cicco “Psicodramma Forza Italia. Marina Berlusconi sente la premier”. Ancora in evidenza troviamo l’editoriale di Mario Orfeo “Una bella giornata di popolo”. Scorrendo prosegue la sezione dedicata al referendum con l’intervista ad Elly Schlein di Giovanni Vitale, Schlein: “Nel Paese esiste una maggioranza alternativa. Un messaggio a chi vuole stravolgere la Costituzione”. Da segnalare il commento di Annalisa Cuzzocrea “L’onda anomala della Gen Z che nessuno ha visto arrivare”, perché a trinare il No sono stati nei fatti i giovani e i fuorisede che hanno votato tramite l’escamotage del voto come rappresentante di lista. 

IlFattoQuotidiano apre, invece, con un titolo che rivendica la propria linea editoriale, enfatizzando la posizione vicina al No. “Ha stravinto il no: oltre il 53%. Gli italiani salvano la Costituzione” titolava. Oggi il quotidiano apre con il redazionale dedicato alle dichiarazioni del ministro della Giustizia, primo fautore del referendum, “Nordio: ‘Mi assumo la responsabilità politica della sconfitta’. Ma blinda Delmastro e Bartolozzi”.

Oltre ad un redazionale che riporta le dichiarazioni di Crosetto (“Il popolo è sovrano, ma i magistrati siano imparziali”), a seguire vengono dedicati vari articoli con le parole degli addetti ai lavori, i giuristi. Il primo focus è sulle dichiarazioni del pm Di Matteo “Boomerang gli insulti alle toghe. Basta leggi pro colletti bianchi”, il quale sottolinea come il sud abbia votato a maggioranza No, proprio perchè “apprezza lo sforzo dei tanti magistrati onesti perchè vive ancora il dramma della mafia” ed ancora il giurista Azzariti “Il governo rifletta: meglio lasciar perdere il premierato”. In basso c’è anche spazio per le parole di Giuseppe Conte, che spinge per le primarie di un campo largo.

Nonostante l’ultima ora sarà la morte di Gino Paoli, la questione referendaria occuperà ancora a lungo i quotidiani nei prossimi giorni. Le italiane e gli italiani, si sono espressi riguardo l’intoccabilità della Costituzione. Per citare quasi fedelmente i CCCP, Non così, non ora, non mai.

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