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Vaticano, scomunicati i vescovi lefebvriani: dichiarate invalide nozze e confessioni

Il Dicastero per la Dottrina della Fede parla di atto scismatico dopo le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio e invita i fedeli a non partecipare alle celebrazioni della Fraternità San Pio X.

Vaticano, scomunicati i vescovi lefebvriani: dichiarate invalide nozze e confessioni
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3 Luglio 2026 - 12.02


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Il Vaticano ha decretato la scomunica latae sententiae per sei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ritenendoli responsabili di aver compiuto un atto di natura scismatica attraverso la consacrazione di quattro nuovi vescovi senza il necessario mandato pontificio e contro la volontà del Papa. Il provvedimento, firmato dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández, riguarda Alfonso de Galarreta, Bernard Fellay e i quattro vescovi appena consacrati: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.

Nel decreto la Santa Sede invita inoltre tutti i fedeli a mantenere la piena comunione con il Romano Pontefice e con la Chiesa cattolica, esortandoli ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività organizzate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il documento chiarisce inoltre che i sacramenti amministrati dai ministri della Fraternità sono stati celebrati illecitamente. In particolare, il Vaticano precisa che il matrimonio assistito dai sacerdoti lefebvriani e il sacramento della confessione da loro amministrato sono da considerarsi invalidi.

Per quanto riguarda i fedeli laici, il Dicastero specifica che saranno considerati scismatici e scomunicati soltanto coloro che aderiranno formalmente alla Fraternità condividendone la rottura con la Chiesa. Le partecipazioni occasionali alle celebrazioni non comporteranno automaticamente la scomunica e saranno valutate caso per caso, secondo quanto già previsto da un documento del 1996 richiamato nel decreto. La Santa Sede sottolinea inoltre che il provvedimento arriva al termine di un lungo percorso di dialogo. Dal pontificato di San Paolo VI fino ai più recenti colloqui, infatti, i numerosi tentativi di ricondurre il movimento fondato da monsignor Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica non hanno prodotto risultati. La situazione, evidenzia il Vaticano, si è aggravata con le nuove consacrazioni episcopali, considerate una grave violazione del diritto canonico.

Nel testo si ricorda infine che un analogo episodio si verificò già nel 1988, quando la consacrazione di vescovi senza autorizzazione pontificia fu qualificata come atto scismatico, configurando un rifiuto dell’autorità del Primato di Pietro. Nonostante la fermezza del provvedimento, il Vaticano ribadisce la disponibilità ad accogliere con spirito di riconciliazione quanti desiderino ritornare alla piena comunione con la Chiesa cattolica.

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