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Anche se non sembra la “Linea Rossa” fra Casa Bianca e Cremlino c’è ancora

Tutto ebbe inizio nel periodo della Guerra Fredda quando Usa e Urss si accordarono per una linea diretta di telescriventi per evitare rischiosi fraintesi

Anche se non sembra la “Linea Rossa” fra Casa Bianca e Cremlino c’è ancora

Marcello Cecconi

16 Giugno 2022 - 23.14


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Ma la Casa Bianca e il Cremlino si scrivono o no? Quando pensiamo alle problematiche di questi giorni relativamente all’operazione speciale militare, tradotto guerra Russia-Ucraina, immaginiamo difficoltà enormi nel comunicare. Eppure esiste da 59 anni una linea speciale fra le due cabine di comando, anche se una di esse, quella di Mosca, ha cambiato pelle nel frattempo.

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Tutto nacque il 20 giugno del 1963.  Usa e l’allora Urss dettero vita a quella che è passata alla storia come la “Linea Rossa” e, per la precisione, in quel giorno a Ginevra fu firmata l’intesa di una “comunicazione diretta” mentre l’attivazione avvenne due mesi dopo, il 30 agosto. Considerato che la crisi dei missili a Cuba, solo qualche mese prima, aveva tenuto il mondo intero con il fiato sospeso, il filo diretto voleva cogliere un preciso obiettivo. Si voleva evitare che per un malinteso potesse iniziare la Terza Guerra Mondiale che negli anni Sessanta, tutti pensavano (e purtroppo ancora oggi molti lo pensano) che avrebbe causato un’inevitabile catastrofe nucleare.

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L’impatto sul pensiero popolare di questo accordo fra le due superpotenze fu così forte che la “Linea Rossa” divenne un simbolo della Guerra Fredda ma anche percezione della pur timida volontà di far di tutto per evitare catastrofi. Se nell’immaginario collettivo si pensava a un luccicante telefono, magari con una bella cornetta di colore rosso, in realtà si trattava di un collegamento elettromeccanico sviluppato dall’americana Harris Corporation.

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La “Linea Rossa”

Collegava due telescriventi alla Casa Bianca e due al Cremlino attraverso un cavo sottomarino che toccava Londra, Copenaghen, Stoccolma ed Helsinki. Le prime prove furono fatte con trasmissioni in inglese dagli Usa e in russo da Mosca attraverso estratti di Shakespeare e Mark Twain da un lato e di Anton Cechov dall’altro. All’inizio dei Settanta la linea telegrafica fu integrata con quella satellitare e anni dopo, nel 1988, le telescriventi furono sostituite con dei fax, mentre dal 2008 ci si affidò a un raffinato sistema informatico che oltre ai satelliti ha sfruttato e continua a sfruttare il nuovo cavo a fibra ottica che ha sostituito i precedenti.

Le comunicazioni attraverso la “Linea Rossa” di ieri e di oggi sono sempre state criptate e, sin dall’inizio, Usa e Urss preferirono evitare la classica linea telefonica perché la comunicazione verbale avrebbe potuto indurre a incomprensioni. Carta canta, il messaggio scritto consentiva un dialogo più razionale e meno emotivo. Non è escluso che su questa scelta abbiano pesato anche le caratteristiche istrioniche dell’allora capo sovietico Nikita Kruscev che, già due anni prima al palazzo delle Nazioni Unite, aveva inscenato un’inattesa protesta fino a sfilarsi una scarpa e batterla a lungo sul tavolo.

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Si sa che per la prima volta la “linea Rossa” fu usata dagli Usa per comunicare la morte di J. F. Kennedy e dall’Urss, il 5 giugno 1967, per lo scoppio della Guerra dei sei giorni tra Egitto e Israele. Poi durante la guerra indo-pakistana del 1971, quella del Kippur del 1973, durante l’invasione turca di Cipro nel 1974, e quella Sovietica dell’Afghanistan nel 1979 e in altre numerose occasioni.

L’ultimo utilizzo ufficiale è quello fra Obama e Putin del 2016. Niente si sa invece di quello che sia avvenuto fra Putin e Biden dal 24 febbraio di quest’anno. Avranno trovato la “linea” occupata? Forse erano più trasparenti i tempi quando per essere ascoltati bastava battere il tacco della scarpa sul tavolo dell’Onu!

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