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“Questo silenzio è grave”: Zucchero contro l’indifferenza globale

A 40 anni dall’inizio della sua carriera Zucchero torna a far sentire la sua voce non solo con la musica, ma anche con dure critiche al presente.

“Questo silenzio è grave”: Zucchero contro l’indifferenza globale
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10 Aprile 2026 - 16.08


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Durante i suoi lunghi 40 anni di carriera Zucchero ha partecipato a molte iniziative non per risolvere i problemi del mondo, come afferma lui stesso, ma anche per sensibilizzare le persone. Tra queste ci sono eventi importanti come il progetto 46664 per Nelson Mandela, il gala benefico Pavarotti & Friends con Luciano Pavarotti, il Net Aid organizzato da Bono e i concerti del Rainforest Fund promossi da Sting e Trudie Styler.

Oggi l’artista continua a criticare guerre e disuguaglianze. Infatti in occasione del tour “Baila (Sexy Thing) 25th” ha espresso tutta la sua amarezza affermando che secondo lui il mondo della musica, ad oggi, sia poco impegnato su questi temi. «Mi rattrista – dice all’ANSA – che oggi manchi questo tipo di impegno…»

Ha raccontato inoltre di aver parlato con artisti come Roger Waters, il quale si è esposto pubblicamente subendo conseguenze come la cancellazione di concerti, e con un importante agente che gli ha spiegato che molti artisti evitano di prendere posizione per paura di ripercussioni, spesso su consiglio dei manager. Ha anche provato a coinvolgere colleghi come Bob Geldof per organizzare iniziative simili a grandi eventi del passato (come Live Aid), ma senza successo. Secondo lui, oggi sono cambiati i tempi: prevalgono interessi economici, logiche di business e paura.

Parlando del suo tour, ha ammesso la difficoltà di fare spettacolo in un contesto mondiale così difficile e si è chiesto più volte come riuscire a far divertire il pubblico mentre pensa alle sofferenze globali: «Quando come artista ti ritrovi nel bel mezzo di questa sofferenza ti dici “Come faccio io? Come mi presento ora? E come e dove la trovo la forza per alleggerire il pubblico e farlo divertire se penso a queste cose” ». Probabilmente, come ha affermato pure l’artista, l’unica soluzione è riuscire, durante i concerti, a “staccare” per qualche ora. Per quanto riguarda invece la crisi internazionale, spera che finisca presto ed è preoccupato soprattutto per il fatto che le persone, politici e mondo della musica inclusi, si stiano abituando a queste situazioni senza più reagire.

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