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“Eternal you”, il docufilm sull'IA che ti permette di parlare con dei cloni dei cari defunti

Il film documentario, girato da Block e Riesewieck, punta lo sguardo su una realtà non troppo conosciuta: società come Projeck December o Yov che grazie all'IA consentono di creare un clone virtuale dei cari defunti per poter comunicare di nuovo con loro.

“Eternal you”, il docufilm sull'IA che ti permette di parlare con dei cloni dei cari defunti
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28 Gennaio 2024 - 18.48


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Il Sundance Film Festival è da sempre palcoscenico di opere cinematografiche che si spingono oltre i confini del pensiero e della cultura contemporanea. Quest’anno, uno dei documentari che maggiormente ha catturato l’attenzione del pubblico è “Eternal You“, diretto dalla coppia di registi tedeschi Hans Block e Moritz Riesewieck.

Questa loro ultima opera interroga lo spettatore su una domanda tanto semplice quanto profonda: se avessimo la possibilità di parlare nuovamente con una persona amata che è morta, dovremmo cogliere tale opportunità?

In “Eternal You“, infatti, non ci si limita a porre la questione, ma ci si immerge in un mondo dove la fantascienza diventa realtà grazie all’avanzamento dell’intelligenza artificiale. Il documentario esplora il settore emergente dei servizi che offrono, in varie forme, la possibilità di interagire con “repliche” digitali dei defunti, creando esperienze di comunicazione che oscillano tra il confortante e l’inquietante.

Block e Riesewieck ci guidano in un viaggio attraverso storie umane commoventi e a tratti perturbanti. Un esempio è quello di Josh, cliente della startup Project December, che ha trovato una sorta di consolazione virtuale chattando con un avatar che emula la personalità della sua ragazza del liceo, tragicamente scomparsa prima di poter diplomarsi. Questo servizio si avvale di algoritmi sofisticati e di una vasta raccolta di dati per costruire le personalità digitali, basandosi sui ricordi e le informazioni fornite dai clienti.

L’inventore di Project December, Jason Rohrer, affronta la questione con una prospettiva che sfida le considerazioni morali e etiche tradizionali. Rohrer sostiene che non è suo dovere arrestare lo sviluppo di tali tecnologie, anche di fronte alle inquietudini che possono suscitare.

Il documentario non si ferma però ad un solo esempio, ma presenta anche altre realtà come Hereafter e Yov, che offrono modalità diverse per interagire con i defunti, dalle versioni audio a quelle che sfruttano materiale visivo e sonoro preesistente per creare alter ego digitali sorprendentemente somiglianti agli originali.

Queste narrative si intrecciano per formare un quadro complesso, che mette in evidenza come l’intelligenza artificiale stia modellando nuove dimensioni dell’esistenza umana e sollevando interrogativi sulla natura del ricordo, del lutto e dell’etica nell’era digitale. “Eternal You” invita il pubblico a riflettere sull’impatto delle tecnologie AI sulla nostra concezione della vita e della morte, aprendo un dibattito culturale che trascende la mera cronaca per approdare a questioni filosofiche fondamentali.

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