Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, interviene al convegno organizzato da Cepr e Luiss in memoria dell’economista e premio Nobel Robert Mundell, secondo Cenzio Di Zanni di Repubblica, ha rilanciato la necessità di un accelerazione del processo di integrazione europea. Le tensioni geopolitiche, le crisi energetiche e la crescente frammentazione dei mercati globali, ha evidenziato Panetta, impongono all’Unione di rafforzare la propria unità e superare i limiti dei sistemi nazionali.
Riprendendo le parole di Mundell, Panetta ha sottolineato che “è ora che gli europei si sveglino”, richiamando l’Europa a un momento di svolta simile a quello già individuato nel 1969 dall’economista canadese. Secondo il governatore, infatti, il continente si trova nuovamente di fronte a un crocevia storico che non può essere affrontato con risposte lente o frammentate.
Nel suo intervento Panetta ha indicato tre direttrici fondamentali per il rilancio dell’Unione. La prima riguarda il rafforzamento dell’integrazione in settori strategici come tecnologia, difesa, istruzione e comunicazioni attraverso progetti comuni. La seconda si concentra sulla necessità di superare la frammentazione dei mercati dei capitali, così da garantire risorse adeguate per innovazione, transizione verde e sicurezza, anche tramite strumenti condivisi come gli eurobond e una regolamentazione più armonizzata. La terza direttrice riguarda invece lo sviluppo dell’euro digitale, considerato uno strumento chiave per rafforzare la sovranità monetaria e politica dell’Europa nei sistemi di pagamento.
Panetta ha inoltre richiamato il pensiero di Jean Monnet, secondo cui “l’Europa si forgia nelle crisi”, ma ha avvertito che, nel contesto attuale segnato da guerre e trasformazioni tecnologiche, non è più sufficiente reagire agli eventi: l’Unione deve essere in grado di anticiparli.
L’euro, ha ricordato il governatore, rappresenta non solo una moneta, ma anche un simbolo dell’unità europea, della prosperità e della capacità di difendere valori comuni. Tuttavia, il percorso verso una piena integrazione resta ancora incompiuto.
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