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A 60 anni dall’ album che segnò l’ inizio dei tormentoni estivi

Sessant’anni dall’uscita di “Pet Sounds”, l’album dei Beach Boys che per anni ha ispirato il mondo della musica.

A 60 anni dall’ album che segnò l’ inizio dei tormentoni estivi
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14 Maggio 2026 - 18.32


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di Victoria Picchietti

Sono già passati sessant’anni dalla pubblicazione dell’undicesimo album dei Beach Boys, “Pet Sounds”, avvenuta il 16 maggio del 1966 e considerato da sempre uno dei capolavori della storia della musica. Il disco si è posizionato al secondo posto nella lista dei 500 migliori album di sempre pubblicata nel 2012 e nel 2020 dalla rivista statunitense “Rolling Stone”, conquistando invece la vetta nelle classifiche nel 1995 da “Mojo” e “Uncut”.

Artefice principale del progetto fu Brian Wilson, mente creativa del gruppo, che decise di abbandonare temporaneamente i tour per concentrarsi esclusivamente sul lavoro in studio. Con “Pet Sounds” Wilson superò definitivamente l’immagine solare e spensierata del surf rock californiano, costruendo un disco intimo, malinconico e sorprendentemente maturo. Le armonie vocali raggiungono qui una complessità inedita, intrecciandosi con arrangiamenti orchestrali ricchi e innovativi trasformando lo studio di registrazione in un vero laboratorio creativo.

All’epoca della pubblicazione questo album non fu immediatamente compreso dal grande pubblico americano, ma ottenne un’accoglienza entusiasta nel Regno Unito. Con il passare degli anni però, la critica lo ha consacrato come uno dei dischi più importanti di sempre, inserendolo stabilmente ai vertici delle classifiche dei “migliori album di tutti i tempi”.

I Beach Boys sono considerati una delle band più influenti del panorama musicale globale diventando in pochissimo tempo un’icona giovanile della loro generazione. Sull’onda di questo successo, il gruppo è stato più volte definito un fenomeno di massa di portata mondiale e uno dei simboli più iconici della cultura americana. Inizialmente la loro musica aveva un approccio fatto di strutture melodiche complesse e armonie vocali stratificate. Nel giro di pochi anni si staccarono dal genere rock and roll  sperimentando altri stili e tipi di musica, maturando artisticamente e affermandosi come modello imprescindibile. Molti sono infatti stati gli artisti che si sono ispirati alla loro musica, tra cui i Beatles, i Queen, gli ABBA e anche i Pooh.

A sessant’anni dalla sua uscita, “Pet Sounds” continua ad essere ascoltato, studiato e celebrato. La sua forza risiede nella capacità di unire sperimentazione e immediatezza emotiva: è un disco che parla di crescita, fragilità, desiderio e disillusione con una sensibilità rara per l’epoca. In  onore a questo anniversario, il 15 maggio uscirà “The Pet Sounds Sessions Highlights”, una raccolta che propone una selezione di materiali tratti dal cofanetto da 4 CD nominato ai Grammy nel 1997, “The Pet Sounds Sessions”, che documentava nel dettaglio le sessioni di registrazione del 1965-66. Questa nuova uscita presenta venticinque  tracce tra versioni alternative, take inedite, registrazioni in studio e rarità a cappella, molte delle quali mai pubblicate prima su vinile. Il progetto sarà disponibile in un box da 2 CD e in diverse edizioni doppio LP.

Le celebrazioni per il sessantesimo anniversario rappresentano non solo un omaggio a un capolavoro, ma anche il riconoscimento di un’opera che ha trasformato il modo di concepire l’album come forma d’arte autonoma. Infatti “Pet Sounds” non è soltanto un classico: è un punto di riferimento imprescindibile, un disco che continua a dialogare con il presente e a ispirare il futuro della musica.

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