di Lorenzo Lazzeri
Sala piena ieri 19 febbraio all’Auditorium del Santa Chiara Lab di Siena per un nuovo incontro del Festival Intelligenze, promosso da Epistème grazie a Terza Missione dell’Università di Siena. Al centro, la scienza della mente e i suoi limiti in un contesto tecnologico in accelerazione. L’incontro ha preso le mosse dal libro ‘Meravigliosamente complessi’, presentato dallo psicologo cognitivo Paolo Legrenzi. La tesi di fondo è netta: la mente umana è il risultato di un adattamento evolutivo lento, costruito per ambienti stabili. Le distorsioni cognitive non sono anomalie occasionali, ma componenti strutturali del funzionamento mentale e l’esperienza non basta a correggerle.
Il tema della complessità è stato trattato in termini operativi. Sistemi cognitivi e sistemi sociali condividono dinamiche non lineari, le interazioni locali producono esiti globali non prevedibili. L’intelligenza artificiale entra in questo spazio come strumento capace di ampliare i campi di simulazione, non come replica dell’intelligenza biologica. Il nodo discusso riguarda la distanza crescente tra chi conosce i modelli e chi utilizza tecnologie opache, ridotte a una mera interfaccia. Nel confronto sono intervenuti anche Antonio Rizzo e Chiara Mocenni, portando esempi da scienze cognitive, sistemi complessi e teoria dei giochi. La discussione ha toccato il problema della divulgazione: semplificare resta necessario ma farlo troppo produce la perdita del controllo concettuale.
Uno spazio rilevante è andato agli studenti. Le classi dell’Istituto Tito Sarrocchi hanno presentato un lavoro sulle distorsioni cognitive, ispirato a Kahneman e al testo di Legrenzi. Le domande di Omar Abdalla, del Liceo Piccolomini, hanno spostato il focus su percezione soggettiva, costruzione del “noi” e influenza mediatica. L’intervento della vicepreside Stefania Loi ha richiamato il contesto scolastico, segnalando la distanza crescente tra dati e rappresentazioni diffuse. Durante l’incontro è stato più volte sottolineato un aspetto: la quota di valore materiale nell’economia attuale è oramai minoritaria, mentre il valore immateriale cresce e raggiunge vette mai viste. In un contesto in cui, tuttavia, l’Italia rimane in coda. Il divario tra chi comprende i modelli e chi ne subisce gli effetti, poi, tende ad allargarsi ed è una frattura sempre più profonda e apparentemente incolmabile.
Il percorso prosegue martedì 24 febbraio con un incontro rivolto alle scuole, ospitato nell’Aula Magna del Liceo Scientifico Galileo Galilei, dal titolo “La coscienza e l’Io sono attività cerebrali?”. L’evento rientra nel Festival Intelligenze 2026 e segna l’avvio di Minerva, sezione filosofico-interdisciplinare di Epistème dedicata al confronto stabile tra saperi scientifici e umanistici e all’uso dell’intelligenza artificiale nella didattica.