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Giornata mondiale dell'endometriosi: quasi due milioni di donne in Italia ne soffrono

Si torna a parlare di una patologia che colpisce fino al 10% delle donne. Il dolore si manifesta durante e tra i cicli mestruali, nei rapporti sessuali, nell'evacuazione e spesso si associa a disturbi gastroenterici.

Giornata mondiale dell'endometriosi: quasi due milioni di donne in Italia ne soffrono
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28 Marzo 2025 - 15.05 Globalist.it


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Oggi, 28 marzo, in occasione della giornata mondiale dell’ endometriosi, si ritorna a parlare di questa patologia che incide profondamente sulla qualità della vita delle donne. Si tratta infatti di una malattia infiammatoria cronica che colpisce fino al 10% delle donne i cui meccanismi sono tuttora oggetto di ricerca scientifica.

Di questa malattia, dovuta alla presenza di endometrio – mucosa che ricopre internamente l’utero – all’esterno dell’utero, soffrono più di un milione 800 mila italiane in età riproduttiva, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Il dolore da endometriosi si manifesta durante e tra i cicli mestruali, nei rapporti sessuali, nell’evacuazione e spesso si associa a disturbi gastroenterici e pertanto incide profondamente sulla qualità della vita delle donne.

Negli ultimi dieci anni, sono stati registrati oltre 113.000 ricoveri per endometriosi, con un tasso di incidenza di 0,82 casi ogni 1.000 donne in età fertile (15-50 anni). Tuttavia, tra il 2013 e il 2019 si è osservato un calo di questo tasso. La diminuzione è risultata particolarmente marcata nel 2020, probabilmente a causa delle difficoltà di accesso ai servizi sanitari dovute alla pandemia di SARS-CoV-2. A partire dal 2021, l’incidenza è tornata ai livelli pre-pandemia, con una media di circa 9.300 nuovi casi all’anno e un tasso stabile nel triennio 2021-2023 di 0,76 casi per 1.000 donne. Come previsto, l’incidenza dell’endometriosi aumenta con l’età, raggiungendo il picco nella fascia di età compresa tra i 31 e i 35 anni.

L’endometriosi, in particolare il dolore che essa comporta, può influire gravemente sulla qualità della vita, compromettendo il benessere fisico, le attività quotidiane, la vita sociale e la salute mentale ed emotiva. Nonostante ciò, secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità la malattia è ancora sotto-diagnosticata dal momento che il tempo medio necessario per ottenere una diagnosi corretta è di circa sette anni, a causa della natura poco specifica dei sintomi.

Ecco perchè è fondamentale continuare a sensibilizzare e insistere sull’importanza di una diagnosi tempestiva e di un adeguato supporto medico per tutte le donne colpite da questa malattia.

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