di Martina Narciso
Giovedì 9 ottobre nell’Aula Magna del Rettorato si è tenuto l’incontro con la scrittrice, editor ed ex-alumna Unisi Rosella Postorino, tornata nell’Ateneo per presentare il libro “Nei nervi e nel cuore. Memoriale per il presente”, pubblicato da Solferino nel 2024. A moderare Virginia Masoni, giornalista e direttrice editoriale di Canale 3 Toscana, e il professor Riccardo Castellana, ordinario di Letteratura moderna. Presente anche il rettore Roberto di Pietra, che ha ringraziato la scrittrice non solo per la lettura intima del memoriale ma anche per restituire alla sua Alma Mater le esperienze editoriali e di scrittura elaborate negli anni, arricchendo il ventaglio di opportunità offerto dai percorsi di studio dell’ateneo.
In “Nei nervi e nel cuore” Rosella Postorino abbandona tutte le sue molteplici vesti di scrittrice e editor per mettersi a nudo dinanzi al mondo, offrendo la sua anima intera per elevare il suo io personale a un io universale che parli a ciascuno. Lei stessa racconta che solo una volta messo insieme il libro si è resa conto di quanto si fosse esposta parlando dei genitori, della maternità mancata, del rapporto con la sessualità e tutto ciò che l’ha portata a essere quello che è adesso.
Ha iniziato a leggere per sentirsi meno sola e meno sbagliata, e tramite i suoi libri cerca non di aspirare a consolare i più ma di essere onesta, ed è quello che fa nel “Memoriale per il presente”. Alla domanda del professor Castellana su come sia per uno scrittore lavorare senza la rete di salvataggio della finzione, ammette di essersi talmente tanto confessata da imbarazzarsi o vergognarsi di leggerne taluni pezzi dinanzi alla madre o agli amici, ma che era proprio quello il punto del suo “diario pubblico”. Quelli di mostrarsi come un «pezzo di umano».
Ciò non significa che il romanzo sia nato in maniera incidentale, forse addirittura il contrario. Sin da quando collaborava per una collana mensile del Corriere della Sera immaginava che quelle piccole rubriche personali sarebbero diventate prima o poi un libro, e una volta che è effettivamente “venuto al mondo” non ha più potuto distaccarsi dalla coinvolgente compenetrazione tra lei-il mondo-gli altri che ha saputo coinvolgere uomini e donne di tutte le età. Franco Cordelli lo ha definito un “libro benedetto” e la figlia di una nota scrittrice l’ha personalmente contattata per dirle che avesse scritto “il libro più femminista di sempre”.
Quest’ultima riflessione nasce dall’attenzione significativa rivolta dall’autrice verso la tematica – come fa notare il professor Castellana – della soggezione verso la maschilità. Soggezione che spiega originare dal suo rapporto archetipico e ancestrale con il padre, alleato e contemporaneamente ostacolo, supportivo ma anche terrorizzato dalla libertà fisica e intellettuale che concesse alla figlia una volta iscritta all’università di Siena per cui Rosella aveva dovuto lottare con veemenza. E soggezione che in quella stessa università continua quando, rievocando alcune pagine del libro, ha vissuto nello studentato un episodio di (tentata) intimità con un giovane ben oltre i limiti del consenso solo perché non riusciva a cacciare quel “maschio geniale”, riflettendo su come «non soddisfare il desiderio di un genio fa forse pensare di avere qualcosa che non va bene dentro di sé».
Insomma, “Nei nervi e nel cuore” è un libro in cui ci si muove fra le luci e gli odori di Rosella, che diventano anche le proprie luci e i propri odori, si empatizza e ci si ritrova sui temi della maternità, dell’istruzione, della sessualità e della conflittualità genitoriale perché il suo “io” non è un io narcisista, ma un “io” in cui ci si può rispecchiare e prenderne pezzi per portarli con sé. E in questo un ruolo decisivo l’ha avuto l’Università di Siena, luogo che da sempre l’ha accolta come se fosse la sua stessa casa. Quello stesso calore l’ha ritrovato, racconta alla Masoni, tra gli studenti del corso di Editoria Libraria, partecipatori attivi e vivaci che l’hanno fatta sentire accolta come una volta tanto da riconfermare che la Città del Palio è davvero una “città pensata per lei”, che le ha permesso di “venire al mondo” per la seconda volta.