Grazie ai licheni è possibile mappare microplstiche e metalli tosici in città. Lo studio | Culture
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Grazie ai licheni è possibile mappare microplstiche e metalli tosici in città. Lo studio

Al centro della ricerca ci sono le emissioni automobilistiche non-esauste in un transetto di 150 metri della Highway 401 a Toronto, Ontario, la strada che conta i più elevati volumi di traffico nel Nord America. Le dichiarazioni di Lisa Grifoni (PhD), Aldo Winkler (INGV) e Stefano Loppi (Unisi).

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27 Marzo 2026 - 15.00


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“Distance decay of tire wear particles and potentially toxic elements near Canada’s busiest highway: Assessing lichen transplants as biomonitors”, è questo il titolo dello studio che vede esperti dell’Università di Siena, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Trent University di Peterborough in Canada. Al centro della ricerca ci sono le emissioni automobilistiche non-esauste in un transetto di 150 metri della Highway 401 a Toronto, Ontario, la strada che conta i più elevati volumi di traffico nel Nord America.

La ricerca prevedeva l’esposizione di trapianti lichenici in diversi punti della strada, evidenziando il decadimento esponenziale del bioaccumulo di microplastiche da usura di pneumatici all’aumentare della distanza dal margine stradale. Si registra inoltre una contrazione del 70% del contenuto in particolato metallico veicolare a 35 metri dalla highway. È stata poi rilevata una forte connessione tra le polveri emesse dai freni e quelle dei pneumatici. Lo studio è stato realizzato nel Dottorato congiunto tra Unisi e INGV con la collaborazione del progetto CHIOMA (Cultural Heritage Investigations and Observations: a Multidisciplinary Approach).

Lisa Grifoni, recente PhD cum laude in Scienze della Vita, ha dichiarato: “Nel mio periodo di permanenza all’estero per il percorso dottorale sono state intraprese innovative analisi combinate ottiche, chimiche e magnetiche in collaborazione con il Prof. Julian Aherne della School of Environment della Trent University, per delineare la diffusione delle microplastiche da usura degli pneumatici negli ambienti urbani caratterizzati da intenso traffico veicolare, ottenendo ottime indicazioni sulle potenzialità di questi metodi integrati”.

Aldo Winkler, responsabile del laboratorio di paleomagnetismo dell’INGV, ha sostenuto: “Le nuove disposizioni Euro 7 rappresentano una svolta nella legislazione delle emissioni automobilistiche, regolando per la prima volta i limiti emissivi da attrito, ossia da freni e gomme”. E ha aggiunto: “in tal senso, questo articolo introduce l’applicazione delle metodologie magnetiche alle microplastiche degli pneumatici, espandendo l’approccio che nel 2020 dimostrò il ruolo determinante dei freni automobilistici per la diffusione di particolato metallico in ambito urbano”.

“Questo studio apre nuove prospettive nell’utilizzo dei licheni come bioaccumulatori di particolato inquinante, mettendo in risalto la stretta correlazione tra microgomme, elementi chimici potenzialmente tossici e particolato magnetico, attraverso design espositivi che permettono di osservare la diffusione delle emissioni automobilistiche con una risoluzione spaziale difficilmente conseguibile con altri metodi”. Queste le parole di Stefano Loppi, docente del Dipartimento di Scienze della Vita (Unisi).

Studi futuri, in continuità con il progetto CHIOMA, intendono scoprire la contaminazione da microplastiche nei beni culturali, utilizzando metodologie di biomonitoraggio magnetico e chimico per salvaguardare la loro conservazione.

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