La musica come strumento riabilitativo e di coesione sociale ma prima di tutto come percorso per ripartire. Questo è il progetto dietro la Fondazione casa dello spirito e delle arti che da anni recupera il legno delle imbarcazioni con cui i migranti attraversano il Mediterraneo per costruirci strumenti musicali con il laboratorio di liuteria nel carcere di Opera a Milano. Un progetto che già aveva attirato l’attenzione di papa Francesco che nel 2022 aveva visitato il laboratorio e benedetto un violino; fu allora che iniziò a formarsi l’idea di creare un’orchestra, l’Orchestra del mare.
”In questo carcere nacque nel 2021 quel primo “violino del mare” – dice Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e ideatore del progetto dell’orchestra all’ANSA – e oggi il grande Maestro Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Cherubini in cui saranno presenti anche 15 violini, 5 viole, 5 violoncelli, 1 contrabbasso e un clavicembalo, tutti realizzati con il legno delle barche dei migranti”.
Un concerto con un programma ricchissimo e una grande orchestra giovanile che si cimenterà con il Concerto in La maggiore per archi e cembalo di Vivaldi, con la Sinfonia del Nabucco di Verdi, l’Ave Maria da Otello con il soprano Rosa Feola.
Al celeberrimo coro “Va’ pensiero” parteciperà anche il coro de “La Nave di San Vittore”, composto da persone detenute e volontari dell’Associazione Amici della Nave, a cui si uniscono per l’occasione anche artisti lirici del gruppo “Ex Scaligeri di buona volontà”. L’esecuzione strumentale sarà inframezzata da letture di poesie e pensieri di 12 detenuti delle carceri di Opera, San Vittore e Bollate. “Anche in coloro che hanno commesso delitti efferati o hanno percorso strade sbagliate, ho colto la disponibilità ad aprirsi alla bellezza”, ha commentato il Maestro Muti a conclusione di questo percorso.
“La cosa straordinaria – racconta ancora il presidente Mosca Mondadori – è che grazie al concerto di Riccardo Muti, realizzato in collaborazione con il Ravenna Festival, abbiamo trovato delle aziende disposte a ristrutturare gratuitamente il Teatro del carcere. Grazie alle persone di buona volontà la bellezza può entrare nelle carceri: ora le persone detenute potranno utilizzare il Teatro con un impianto di riscaldamento e di raffreddamento. Le nostre carceri hanno bisogno di manutenzione. Spero che quello che è accaduto ad Opera possa avvenire anche altrove”.
Ma la Fondazione Casa dello dello Spirito e delle Arti non lavora soltanto nel carcere di Opera: il progetto “Metamorfosi”, che appunto trasforma il legno delle barche dei migranti in strumenti musicali, si è negli anni esteso anche al carcere di Secondigliano a Napoli mentre nelle carceri di Monza e di Rebibbia con lo stesso legno si realizzano croci e rosari.
“Tutte le persone detenute che lavorano nelle diverse carceri per il progetto Metamorfosi hanno un contratto di lavoro, in coerenza con l’articolo 27 della Costituzione”, spiega ancora Mosca Mondadori, “la Fondazione ha dato vita nel 2015, nelle carceri e in altri contesti di povertà, anche al progetto “Il senso del pane”: laboratori dedicati alla produzione di ostie.
Un progetto presente, oltre che in Italia, in altri 19 Paesi del mondo, tra cui Gaza, dove anche durante la guerra non è mai smessa l’attività di produzione di ostie. In Mozambico la Fondazione porta avanti il progetto “Dalle Lamiere ai Mattoni”, che trasforma le baracche di lamiere in case dignitose. Fondazione Casa dello dello Spirito e delle Arti è un progetto di rieducazione e riabilitazione alla vita che usa l’arte come mezzo di espressione a ogni livello riuscendo a riportare la speranza là dove sembrava non essercene più.