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Sguardi oltre il tempo: la visita immersiva della Galleria Borghese

Alla galleria Borghese di Roma l’esperienza non comincia davanti alle opere, ma nel modo in cui vengono guardate. "Sguardi oltre il tempo" propone una visita immersiva che supera i confini della visita tradizionale, senza trasformarsi in spettacolo.

Sguardi oltre il tempo: la visita immersiva della Galleria Borghese
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8 Gennaio 2026 - 18.22


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La Galleria Borghese presenta Sguardi oltre il tempo, un nuovo progetto che affianca alle opere un percorso immersivo realizzato attraverso i visori Meta Quest. Un’esperienza che intreccia passato e tecnologia e che invita il visitatore a osservare l’arte non come qualcosa di immobile, ma come uno spazio vivo da attraversare, dalle origini seicentesche fino alla contemporaneità.

In questo contesto, la realtà aumentata si rivela uno strumento capace di ampliare la fruizione dell’arte, rendendola più accessibile e offrendo al pubblico la possibilità di ricostruire atmosfere e cromie ormai perdute. Il percorso consente inoltre di osservare opere oggi collocate in altre gallerie, contribuendo a restituire una visione più completa delle diverse epoche artistiche.

La visita si configura come un dialogo che integra narrazione e approfondimenti visivi, accompagnando il visitatore lungo il percorso espositivo senza sovrapporsi alle opere. L’esperienza restituisce una lettura chiara e accessibile della collezione, valorizzando un patrimonio che ha attraversato i secoli e che continua a parlare anche attraverso nuovi linguaggi.

La sperimentazione tecnologica, tuttavia, apre anche alcune questioni. L’uso dei visori all’interno degli spazi museali solleva interrogativi legati all’isolamento sensoriale del visitatore e all’accessibilità dell’esperienza, che può risultare meno immediata per alcune fasce di pubblico. A questo si aggiunge il tema della qualità della resa visiva: la ricostruzione fedele delle opere richiede risorse elevate e un equilibrio delicato tra precisione tecnica e restituzione artistica.

Allo stesso tempo, se progettata con attenzione, la realtà immersiva è in grado di superare i limiti fisici dello spazio espositivo, ampliando le possibilità di fruizione e rendendo il patrimonio artistico accessibile anche oltre i confini geografici. Non una sostituzione dell’esperienza diretta, ma un’estensione possibile.

Durante il percorso, il visitatore mantiene la possibilità di modulare il proprio tempo di fruizione, alternando momenti di osservazione diretta a fasi di immersione guidata. La tecnologia non impone un ritmo unico, ma si inserisce con discrezione nello spazio museale, lasciando che l’attenzione resti sulle opere e sul contesto che le accoglie.

È un’esperienza che invita a rallentare lo sguardo e a ripensare il modo in cui l’arte viene attraversata, dimostrando come anche la tecnologia, se usata con misura, possa diventare parte di un racconto culturale consapevole.

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