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Venezia, l'attesa oggi è per Jude Law e Cate Blanchett

La contesa odierna è tra il film di Assayas e la pellicola del maestro del cinema indipendente, Jarmush.

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31 Agosto 2025 - 16.39


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di Caterina Abate

Siamo al quinto giorno di Mostra ed oggi i film in gara sono Le Mage du Kremlin, di Oliver Assayas e Father, Mother, Sister, Brother di Jim Jarmush. Il primo è una storia sul potere e sulla politica moderna, tratto dall’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, con un Jude Law nei panni del giovane Vladimir Putin, la cui vera sfida, ha dichiarato essere stata quella di dare un’introspezione dei sentimenti di chi sembra non darne mai prova di mostrare; il secondo film è diviso in tre episodi, ambientato in tre città diverse, indaga le relazioni familiari difficili, nel modo di Jarmush, dando vita anche ai luoghi in cui si muovo personaggi intensi.

Oggi fuori concorso anche Nuestra Tierra, di Lucrecia Martel, docufilm sulla e, con la comunità indigena nord-argentina Chuschagasta: attraverso la scavo negli archivi della comunità, Martel racconta la storia in difesa del territori, contro la speculazione mineraria del governo argentino, ricostruendo anche l’assassinio dell’attivista Javier Chocobar. In conferenza stampa la regista, ha sottolineato quanto nel momento storico e politico in cui viviamo sia fondamentale raccontare le storie, ricordando la devastazione della terra di Palestina che sta avvenendo in questo preciso momento.

Sempre nel programma dei fuori concorso odierni, un altro film italiano, con Pierfrancesco Favino nei panni di un poco capace maestro di tennis, nel film Il maestro di Andrea Di Stefano. Un film sui fallimenti, che possono trasformarsi in successi.

Nella giornata di ieri, che come sabato sarebbe stata tradizionalmente la giornata della Mostra con maggiore afflusso, ha visto svolgersi senza intoppi il corteo in sostegno del popolo Palestinese. Il numero di partecipanti è stato oltre le previsioni. Tra questi non sono mancati i nomi del mondo del cinema: da Emanuela Fanelli, a Michele Riondino, Donatella Finocchiaro, Tecla Insolia, Benedetta Porcaroli, e moltissimi altri. “Non è poco ricordare, sotto i riflettori, che dall’altra parte del mare c’è qualcuno che si sta svegliando e che sta per morire. È nostro dovere farlo, anche davanti alle telecamere”, ha dichiarato Riondino che si trovava a Venezia anche per la presentazione del film di Paolo Strippoli “La valle dei sorrisi“.

Le due proiezioni dei film in concorso per ‘Venezia 82’ sono entrambe incorse nel giudizio non unanime da parte della critica. Il Frankenstein di Guillermo del Toro, la favola gotica per il regista gotico, ha confermato le aspettative, senza sorprese, guadagnandosi ben 13 minuti di applausi e rappresentando al momento la pellicola in gara con il maggior minutaglio di ovazioni. Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi ha spaccato la critica, forse per la lunghezza del prodotto, che lo renderebbe un po’ pesante da fruire. Il docufilm racconta piccole storie di vita vissuta sotto il vulcano Vesuvio, le riprese sono in bianco e nero, per un totale di 115 minuti. Rosi, è comunque al momento l’ultimo regista italiano ad aver vinto il Leone d’oro nel 2013. Resta attendere la conclusione della Mostra il prossimo 6 settembre per scoprire chi sarà quest’anno a ottenerlo.

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