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Le foto in stile Ghibli e il rischio dell'artificialità: il dubbio di Goro Miyazaki

Goro Miyazaki dubita che l’I.A. possa sostituire la creatività umana e vede un futuro incerto per lo Studio Ghibli.

Le foto in stile Ghibli e il rischio dell'artificialità: il dubbio di Goro Miyazaki
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3 Aprile 2025 - 13.09


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L’aggiornamento di ChatGPT (GPT-4o) ha scatenato entusiasmi e polemiche, soprattutto per la sua capacità di generare immagini in stile Studio Ghibli, la casa d’animazione che ha firmato capolavori come Il mio vicino Totoro, Porco Rosso e Principessa Mononoke. Eppure, nonostante il progresso tecnologico, nulla potrà mai eguagliare la genialità di Hayao Miyazaki né l’impulso creativo che anima il celebre studio.

Goro Miyazaki, figlio di Hayao, ha recentemente dichiarato che “non sarebbe sorprendente se, entro due anni, un lungometraggio animato fosse interamente prodotto dall’intelligenza artificiale”. Pur riconoscendo il potenziale delle nuove tecnologie nel favorire l’emergere di talenti inaspettati, il regista 58enne dubita che il pubblico possa appassionarsi a opere interamente generate dall’I.A. Ha inoltre sottolineato la cronica carenza di animatori in Giappone, un settore in cui la formazione è lunga e mal retribuita, costringendo molti giovani a lavori precari prima di raggiungere una vera padronanza del mestiere.

La situazione appare destinata a peggiorare: secondo Miyazaki, la Generazione Z, essendo particolarmente orientata verso le tecnologie digitali, potrebbe progressivamente abbandonare il disegno manuale. “Oggi è possibile guardare qualsiasi cosa, ovunque e in qualsiasi momento”, osserva Goro, “e ciò rende più difficile immaginare un futuro legato alla pratica fisica del disegno”.

Lo Studio Ghibli nacque nel 1985 per iniziativa di Hayao Miyazaki e Isao Takahata, un anno dopo che il primo aveva diretto Nausicaa della valle del vento, pellicola d’animazione di stampo post-apocalittico. Dopo la scomparsa di Takahata nel 2018, Miyazaki ha continuato a realizzare film con il produttore Toshio Suzuki. Tuttavia, il futuro dello studio resta incerto: “Se queste due figure non saranno più operative, cosa accadrà?”, si chiede Goro Miyazaki. “Non è che possano essere semplicemente sostituiti”.

Nonostante l’età avanzata, Hayao Miyazaki ha conquistato il suo secondo Oscar nel 2023 con Il ragazzo e l’airone, probabilmente il suo ultimo film. Sebbene l’animazione giapponese sia spesso destinata a un pubblico giovane, i film di Miyazaki e Takahata si contraddistinguono per l’inserimento di elementi più maturi e riflessivi, un lascito della loro esperienza diretta con il periodo bellico. “Nelle loro opere si mescolano dolcezza e malinconia, creando una sintesi perfetta”, spiega Goro, aggiungendo che la poetica paterna è impregnata di un “odore di morte”, elemento che conferisce profondità alle sue creazioni.

Per le nuove generazioni, cresciute in un’epoca di pace, “è impossibile ricreare la stessa sensibilità, la stessa prospettiva e lo stesso approccio artistico della generazione di mio padre”, afferma Goro Miyazaki.

Il recente boom di immagini prodotte dall’intelligenza artificiale non solo ha messo a dura prova i server di OpenAI, ma ha anche sollevato accese discussioni su questioni di copyright e sull’uso di contenuti preesistenti per l’addestramento dei modelli. A molti è tornato in mente un video del 2016 in cui Hayao Miyazaki definiva l’I.A. “un insulto alla vita stessa”.

Goro Miyazaki è entrato a far parte dello Studio Ghibli nel 1998, dirigendo I racconti di Terramare (2006) e La collina dei papaveri (2011). Ha inoltre curato lo sviluppo del Museo Ghibli a Kichijoji, Tokyo, e supervisionato l’apertura del Parco Ghibli nella regione di Aichi nel 2022.

Sin da bambino amava il disegno e ha appreso molto osservando il lavoro del padre e di Takahata, anche se non si è mai sentito all’altezza del loro talento. “Mia madre, anch’essa animatrice, mi sconsigliò di intraprendere questa carriera: è un mestiere difficile e faticoso”, racconta Goro. “Ma ho sempre desiderato creare qualcosa, e diventare regista è stata la scelta più giusta per me”.

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