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Mostra del Cinema di Venezia: debutta anche "La città dei vivi" di Gabbriellini

Tra le italiane protagoniste anche Matilda De Angelis con Balcanica di Nicola Sorcinelli

Mostra del Cinema di Venezia: debutta anche "La città dei vivi" di Gabbriellini
Fonte: https://www.vogue.it/article/la-citta-dei-vivi-film-sulla-storia-di-luca-varani
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5 Settembre 2026 - 19.00


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La terza giornata alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, ha visto protagonisti svariati personaggi, pellicole e storie, come ci racconta l’inviata sul posto dell’ANSA Francesca Pierleoni.

Tra i film italiani più attesi c’è stato il debutto di “La città dei vivi” di Edoardo Gabbriellini con Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Emanuele Maria Di Stefano, Valerio Mastandrea e Roberta Mattei. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, che ripercorre uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi anni, l’omicidio di Luca Varani.

Queste le parole di Gabbriellini: I demoni che attanagliano la coscienza di un reduce della guerra del Vietnam, la fragilità psicologica degli adolescenti, ma anche un docente di filosofia che si deve confrontare con un abuso sessuale su un minore commesso molti anni prima.

Due afghani in fuga a confronto con la violenza delle forze di confine sulla rotta balcanica; la vita quotidiana di un 23enne, prima di diventare la vittima di un delitto atroce. Sono fra i personaggi che hanno animato la terza giornata alla Mostra internazionale del cinema di Venezia.

“Di fronte alla complessità e la profondità dell’affresco che fa Nicola nel libro, immediatamente avevo pensato che il modo migliore per me fosse cercare un fuoco stretto, intimo per dare respiro alla storia, alla vittima, in questo caso alla vita di Luca Varani, partendo dall’assunto di farne un racconto di formazione interrotto da un destino tragico”.

Su questa pellicola è aleggiata la polemica per la decisione dei fratelli d’Innocenzo di rinunciare alla firma come sceneggiatori. All’affermazione di Gabbriellini “Non hanno condiviso il mio sguardo sul loro bellissimo copione” i fratelli hanno risposto “Alla sceneggiatura sono state fatte delle modifiche senza il nostro consenso”.

Proseguendo troviamo ‘A Place To Heal’ di Cedric Kahn, ambientato in un reparto neuropsichiatrico per adolescenti. Queste le parole del regista: “Inizialmente, avevo pensato di ambientare la storia nella psichiatria per adulti ma ho trovato quell’ambiente estremamente duro. Ho quindi scelto di spostare la mia attenzione sulla neuropsichiatria adolescenziale, perché per trasmettere le pulsioni di morte e le tragedie legate alle patologie psichiatriche, sentivo il bisogno di una forza vitale contrapposta una forza molto più intensa negli adolescenti”.

In gara anche Shinya Tsukamoto, con “Mr. Nelson, Did You Kill People?”, incentrato sulla storia vera del veterano afroamericano Allen Nelson (Rodney Hicks), uomo, cresciuto nella povertà, che si arruola nei Marines a diciott’anni.

Da lì viene mandato in Vietnam dove entra in una spirale negativa collezionata da morte e violenza; tutto ciò continerà a tormentarlo anche quando tornerà a casa.

Lo stesso Tsukamoto ha definito il libro di Nelson, che raccontò davanti al pubblico la propria esperienza migliaia di volte, “come l’opera di non-fiction più terrificante che avessi mai incontrato”.

Un ritorno a Venezia è quello di Paul Schrader con “The Basics of Philosophy”, che vede anche Jack Huston e Sofia Boutella. Passato fuori concorso, racconta del protagonista John Jorissen (Huston), un professore di filosofia del Midwest, che alla morte del padre rivede Miguel Basque (Daniel Zovatto), figlio del giardiniere di famiglia, a cui è legato da un episodio di abuso che continua a tormentarlo.

Queste le parole del regista: “Sapendo che Freud dice che a 5-6 anni vieni programmato una volta per sempre, una programmazione che ti porti appresso tutta la tua vita, e avendo frequentato una scuola cristiana, cattolica, non so proprio come potrei non scrivere su senso di colpa e redenzione. Si può trascorrere la propria vita cercando di sfuggire a questo tipo di formazione, ma non riuscirci mai davvero”.

Al Festival prenderà parte anche “Balcanica” di Nicola Sorcinelli, in concorso alle Giornate degli Autori. Dalla pellicola ci si immerge nel percorso del direttore d’orchestra Nazar (Babak Karimi) e del figlio Jalil (Ivar Wafaei), giovane suonatore di tuba che scappano dal proprio paese d’origine, l’Afghanistan, dove la musica è stata bandita dai talebani.

Un viaggio sulla rotta balcanica collezionato da paure, violenze e speranze, dove diventa fondamentale l’incontro con una dottoressa italiana (Matilda de Angelis).

Queste le parole proprio di Matilda De Angelis, che è anche produttrice associata del film: “In un mondo che si chiude sempre più nella paura, parlare di accoglienza attraverso il cinema è importantissimo L’arte è emblematica, perché si fa metafora della libertà di espressione che noi fortunatamente viviamo ancora. Possiamo fare dei film, portare la nostra visione delle cose nel mondo, parlare, possiamo scriverci, studiare, leggere, andare a scuola”.

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