Trump ha quasi esaurito l'arsenale Usa, ma il tycoon smentisce

Il Presidente degli Stati Uniti respinge le indiscrezioni secondo cui la guerra con l'Iran avrebbe quasi prosciugato gli arsenali missilistici, ma più fonti sostengono il contrario.

Trump ha quasi esaurito l'arsenale Usa, ma il tycoon smentisce
Il lancio di un missile Thaad
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7 Agosto 2026 - 14.10


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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump respinge le indiscrezioni secondo cui la guerra con l’Iran avrebbe ridotto drasticamente le scorte di missili americani. Con una serie di messaggi pubblicati su Truth Social, il tycoon ha assicurato che gli Stati Uniti dispongono di “enormi quantità di munizioni” e che l’industria della difesa continua a produrre armamenti a pieno ritmo. Ha inoltre definito “traditrici” le ricostruzioni sulla presunta carenza di missili, minacciando severe conseguenze per i responsabili delle fughe di notizie. Trump è intervenuto anche in difesa del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che secondo alcune voci di corridoio sarebbe stato duramente criticato dal presidente per la gestione delle scorte militari. “Le fake news stanno diffondendo informazioni false e completamente infondate”, ha scritto il presidente, ribadendo di avere “la massima fiducia” nel capo del Pentagono e definendo “straordinaria” la sua gestione delle recenti operazioni militari, compresi gli attacchi in Venezuela e la strategia nei confronti dell’Iran.

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Le dichiarazioni arrivano dopo le ricostruzioni pubblicate dal Washington Post e dalla Cnn. Secondo il quotidiano americano Trump avrebbe manifestato la propria irritazione durante una riunione a Camp David, chiedendo spiegazioni a Hegseth per il rapido esaurimento delle scorte di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea. La Cnn sostiene invece che il conflitto in Medio Oriente abbia portato gli Stati Uniti a consumare circa l’80% delle riserve di missili intercettori Thaad e quasi la metà dei Patriot, dati che il Pentagono ha bollato come privi di fondamento.

Secondo diverse ricostruzioni concordanti nel corso dell’operazione “Epic Fury”, condotta tra la fine di febbraio e aprile, Washington avrebbe inoltre impiegato quasi tutte le scorte di missili Atacms e Precision Strike Missile. Le maggiori preoccupazioni riguarderebbero tuttavia i sistemi Patriot e Thaad, utilizzati a un ritmo superiore rispetto alla capacità produttiva dell’industria americana. A confermare il quadro è anche un rapporto del Center for Strategic and International Studies (Csis), secondo cui gli Stati Uniti sarebbero passati dai circa 2.330 intercettori Patriot a un numero compreso tra 759 e 827 a fine luglio. Gli intercettori Thaad sarebbero invece diminuiti da 452 a un massimo di 278 unità. Lo studio stima che il ripristino delle scorte ai livelli precedenti alla guerra potrebbe essere raggiunto entro la metà del 2029.

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Sul fronte mediorientale resta alta anche la tensione nello Stretto di Hormuz. In attesa della formalizzazione dell’accordo tra Iran e Oman l’agenzia Fars News riferisce che il corridoio settentrionale e meridionale saranno temporaneamente chiusi e che il traffico marittimo verrà convogliato nel corridoio centrale, con la gestione degli ingressi affidata all’Iran e quella delle uscite condivisa con l’Oman. A Roma intanto proseguorno i colloqui tra Israele e Libano, mentre nello Yemen decine di militari delle forze governative sono rimasti uccisi in un attacco missilistico rivendicato dai ribelli Houthi.

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