«Perché quel colpo in canna?»: dopo lo sparo accidentale al Comando di Polizia Locale nei giorni del Palio esplode la polemica sulla sicurezza

SIENA. Un colpo partito dalla pistola d’ordinanza di un vigile fa scoppiare il caso. I sindacati chiedono verifiche urgenti sulla sicurezza, il PD attacca: «Novità introdotte di fretta e senza adeguata riflessione». L'assessora Cardini replica: «Già attivati tutti i provvedimenti». Ma la sicurezza si fa in sicurezza: altrimenti che sicurezza è?

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4 Luglio 2026 - 11.43 Oltreilponte


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di Nella Monti

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Al Comando della Polizia Locale di Siena, nel pomeriggio del 1° luglio – mentre la città era impegnata nei giorni del Palio –, è partito accidentalmente un colpo dalla pistola d’ordinanza in dotazione a uno degli agenti. Il gravissimo episodio, che ha messo a repentaglio l’incolumità dei lavoratori e di chiunque operasse nella struttura, è emerso a seguito di una segnalazione inviata dal segretario della Fp Cgil, Luca Franci, e da Maria Luisa Ghidoli della RSU del Comune. La nota, indirizzata alla sindaca di Siena, al segretario generale, all’assessora alla Sicurezza e al comandante municipale, richiedeva con urgenza un incontro formale volto a rafforzare la sicurezza del personale e della cittadinanza, attraverso una rigorosa e puntuale verifica del rispetto delle norme in materia di armamento e sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’assessora alla Sicurezza, Fiamma Cardini, pur dichiarandosi disponibile a organizzare il confronto nel più breve tempo possibile, ha tenuto a precisare di essersi attivata ancor prima del sollecito delle sigle sindacali. Cardini ha infatti ribadito che le richieste avanzate dai sindacati sono già state messe in atto e che l’amministrazione ha tempestivamente avviato i provvedimenti necessari sia a tutela del lavoratore, sia per gestire l’incidente secondo quanto previsto dalla legge.

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Resta tuttavia il fatto che, prima della lettera sindacale, nulla fosse trapelato in merito a una vicenda di tale gravità. Gli interrogativi rimangono aperti: per quale motivo un agente all’interno del Comando teneva il colpo in canna? Esiste un legame tra questo episodio e le attività straordinarie del Comando durante i giorni del Palio? E, infine, quel colpo in canna – che non sarebbe mai dovuto partire – era in qualche modo autorizzato?

Sul caso è intervenuta anche Anna Ferretti, annunciando un’interrogazione consiliare gruppo del Partito Democratico: «Questi incidenti non devono ripetersi, per la sicurezza di chi lavora e di tutti i cittadini, che hanno il diritto di sentirsi tutelati ma in sicurezza».  

Interpellata sulla posizione del suo partito all’epoca dell’approvazione del nuovo regolamento sulle armi, Ferretti ha poi ricordato: «Quando in Consiglio Comunale abbiamo discusso l’introduzione delle armi per la Polizia Municipale, una delle nostre principali preoccupazioni fu proprio la fretta con cui venne adottata questa novità a Siena, giustificata dall’amministrazione come l’unico modo per garantire una maggiore sicurezza del Corpo. Ora scopriamo che qualcuno si aggira con il colpo in canna dentro il Comando. È questo l’uso dell’arma finalizzato a tutelare la sicurezza dei Vigili urbani? Ricordo che l’arma in dotazione è prevista primariamente a tutela della loro incolumità e per la difesa personale durante l’espletamento dei servizi istituzionali. Ho l’impressione, come già espresso nella replica all’interrogazione dello scorso aprile sull’applicazione di alcuni articoli del nuovo Regolamento, che le novità introdotte siano state premature e non sufficientemente ponderate».

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Insomma  la sicurezza si fa in sicurezza: altrimenti che sicurezza è? Il tema dell’addestramento, inteso in senso molto ampio e non meramente tecnico e nemmeno solo burocratico, rimane centrale.

Rileggendo l’intervento della capogruppo nel consiglio dello scorso aprile, emergevano già allora forti timori legati alla gestione delle armi e riferimenti ai rischi del ‘colpo in canna’: “«Nel Corpo della Municipale ci sono servizi che vanno calibrati e registrati con attenzione: alcuni episodi in cui si voleva “controllare” hanno creato criticità per i cittadini. Occorre una formazione più adeguata rispetto a quella attuale. L’approccio della Municipale non deve essere quello del ‘poliziotto cattivo’ che gira con il colpo in canna, bensì quello di una presenza che controlla con equilibrio e capacità relazionale, in particolare quando svolge servizio in borghese».

Ferretti ha poi concluso: «Continuo ad essere convinta che la sicurezza si tuteli prima di tutto attraverso servizi adeguati, e che la protezione migliore per il Corpo della Polizia Municipale risieda nella fiducia e nella stima di cui gode tra i cittadini».

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