Festival di Letteratura working class, la cultura si fa mezzo di lotta operaia

Quarta edizione negli spazi dell'ex GKN a Campi Bisenzio, dal 10 al 12 aprile. Al centro, una vertenza diventata paradigma di tutte le lotte ma non solo. Tre giorni di libri, poesia e incontri, da Nadia Terranova a Paco Ignacio Taibo II.

Festival di Letteratura working class, la cultura si fa mezzo di lotta operaia
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8 Aprile 2026 - 20.27


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di Caterina Abate

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Se c’è un luogo e un tempo in Italia in cui la cultura e la lotta di classe si intersecano, questo è il Festival della Letteratura Workin Class: l’appuntamento è dal 10 al 12 aprile, a Campi Bisenzio (a una decina di chilometri da Firenze), nei luoghi che ospitavano la fabbrica della GKN. La scelta del tempo verbale non è casuale, perchè lì l’attività produttiva si è interrotta nel 2021, con le mail di licenziamento agli operai. Prima di quella data la fabbrica produceva componenti per l’industria automotive. Alla chiusura dei cancelli è iniziata la lotta di un gruppo di lavoratori, i quali hanno deciso di costituirsi in Comitato, con l’intenzione di rilevare le strutture e riorganizzare la produzione. Un progetto complesso, il quale ad oggi ha incontrato numerosi ostacoli, ma anche l’ostinazione dei lavoratori, accompagnati dal sostegno di una fetta della società civile, non solo locale che ha abbracciato la loro lotta e l’intenzione di resistere alle logiche del capitale. In questo contesto si innesta la nascita del Festival, nell’urgenza di accompagnare i lavoratori ex GKN e di agire in solidarietà con loro, facendo lotta di classe con la cultura e i libri. Questi divengono mezzo per sostenere una specifica lotta operaia, che è però paradigma di tutte. In un incrocio di destini, di cultura e impegno sociale, Senza chiedere permesso, come recita il claim di questa quarta edizione. Parlare di lavoro, della dignità di esistere e di essere in quanto lavoratori non dovrebbe infatti richiederne alcuno. 

Da nord a sud, nel nostro paese ormai i festival del libro e dell’editoria sono una costante di molte città e della loro vita culturale, a volte dichiarando la propria indipendenza, altre invece potendo contare sul sostegno economico di grossi sponsor. 

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Il Festival della Letteratura Working Class si pone in antitesi a quel tipo di logica capitalista ed utilitaristica. La struttura organizzativa che porta a Campi Bisenzio intellettuali, autori e poeti, si deve ad Edizioni Alegre sempre al fianco, e al contempo affiancata dal Collettivo di fabbrica ex GKN, da SOMS Insorgiamo, insieme ad Arci Firenze, con la direzione artistica di Alberto Prunetti. Il sostegno reciproco tra le anime di questo Festival è manifesto perché la letteratura working class, non è mero orpello retorico di intrattenimento, ma un modo di far luce sulla situazione dei lavoratori tutti, puntando un particolare accento sulla mobilitazione operaia dei lavoratori ex GKN, divenuta ormai la più longeva in Italia. 

Il festival articolato in tre giornate, prevede incontri con autrici e autori, poetesse e poeti, artisti, momenti di danza e musicali, senza dimenticare anche lo spazio per i più piccoli: a loro è dedicato lo spazio Pischel Rebel, al fine di includere tutte le età nel percorso di crescita collettiva, culturale e sociale. 

Nell’intersecarsi delle lotte in funzione intersezionale, durante ogni panel ci sarà un momento titolato come L’Elefante nella stanza, per dar voce in prima persona a movimenti e associazioni direttamente coinvolti con quei temi: per citare un esempio, nella giornata di venerdì 10 alle ore 21, a seguito dell’incontro dedicato all’arte proletaria di Francesco Del Casino, pittore muralista di Orgosolo, seguirà l’intervento delle lavoratrici e dei lavoratori dei musei fiorentini in mobilitazione e del Rsu della Regione Toscana. 

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Tra i molti nomi che quest’anno si avvicenderanno al Festival citiamo la scrittrice Nadia Terranova, che insieme a Wu Ming 2 discuteranno nell’incontro La transizione della working class nella forma romanzo, venerdì alle 18.30; sabato alle 12 si svolgerà un panel dedicato alla poesia pakistana attraverso le lotte sociali, con i poeti Abubakar Sabir, Ali Hassan, mentre nel pomeriggio Kike Ferrari e Paco Ignacio Taibo II discuteranno nell’incontro Il viaggio nel tempo della working class sudamericana; domenica tra i vari incontri segnaliamo quello dedicato alla Palestina, La letteratura palestinese dal fiume fino al mare, con Laila Hassan e Sana Darghmouni

Ogni anno il festival ha una parola chiave, quella scelta quest’anno è transizione, in riferimento non soltanto alla transizione ecologica del progetto di reindustrializzazione dal basso voluta dagli operai, ma richiama anche la tradizione verso un mondo nuovo che tarda ad arrivare, dal momento che l’attualità che viviamo è intrisa di parole che urlano violenza, come “riarmo, guerra, genocidio, repressione al dissenso, deportazione di migranti, sessismo e devastazione ambientale”.

Per raggiungere il festival sarà anche organizzata una navetta da Santa Maria Novella a Firenze, fino al Centro Commerciale i Gigli a Campi Bisenzio, distante 2 minuti a piedi dal presidio della GKN. Dalla mezzanotte di sabato 11 fino alle 15 di domenica 12 i treni ad alta velocità da e per Firenze saranno ridotti, a causa di lavori sulla rete ferroviaria. 

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Per le informazioni riguardo gli altri mezzi di trasporto e per leggere il programma completo del festival si consiglia di visitare questo link

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