Niscemi e trent’anni di dissesto annunciato

Con la prima frana del 1997 si offrirono solo 600mila lire per contributo affitto per 13 mesi e si riconobbe l’emergenza che poi è diventata cronica. Nel 2019 è stata realizzata l’unica opera concreta in trent’anni. 1,2 milioni di euro spesi. Le amministrazioni succedutasi nel periodo.

Niscemi e trent’anni di dissesto annunciato
Riunione operativa al comune di Niscemi
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Marcello Cecconi Modifica articolo

30 Gennaio 2026 - 13.22


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Il collasso franoso che ha colpito Niscemi (CL), causando oltre 1.500 sfollati e la perdita definitiva di decine di abitazioni, è l’esito prevedibile di oltre trent’anni di mancata prevenzione strutturale in un’area classificata da tempo a rischio idrogeologico molto elevato. Proviamo, attraverso a una timeline, a capire almeno cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto, cosa si poteva fare. E anche chi sono, in questi ultimi trent’anni, sindaci, presidenti di provincia, di regione e primi ministri che si sono succeduti..

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1997 – Prima frana e nascita dell’emergenza permanente. Il 12 ottobre 1997 una frana interessa i quartieri Sante Croci, Pirillo e Canalicchio con circa 400 persone evacuate, 48 abitazioni demolite, distrutta la chiesa settecentesca di Sante Croci. Viene dichiarato lo stato di emergenza e riconosciuto un contributo affitto di 600.000 lire mensili per 13 mesi. Nonostante la gravità dell’evento, non viene avviato alcun progetto strutturale definitivo per la messa in sicurezza dell’intero versante. L’emergenza diventa cronica.

1998–2007 – Proroghe senza interventi. Per anni lo stato di emergenza viene ripetutamente prorogato. Gli studi geologici ufficiali classificano l’area come a rischio idrogeologico molto elevato, evidenziando terreni sabbiosi instabili, sovrapposti a strati argillosi impermeabili. Nessuna grande opera di consolidamento viene realizzata e il dissesto continua ad aggravarsi. Poi il silenzio.

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2014 – Nove milioni stanziati, nessun lavoro.  In quest’anno una nuova frana riporta l’attenzione sul rischio di collasso generale. La Regione Siciliana stanzia circa 9 milioni di euro per regimentazione delle acque meteoriche, drenaggi profondi, consolidamento del torrente Benefizio e dei versanti instabili. Il progetto viene appaltato ma i lavori non iniziano mai. Seguono contenziosi amministrativi e la revoca del finanziamento. Nessuna spesa effettiva.

2019L’unico intervento strutturale. In quest’anno viene realizzata l’unica opera concreta in oltre trent’anni. 1,2 milioni di euro spesi per stabilizzazione parziale del versante ovest e messa in sicurezza della Sp12. Intervento limitato e insufficiente a risolvere il dissesto complessivo del territorio.

2020–2024 – Nuovi progetti, stessa paralisi. In questo periodo viene elaborato un nuovo progetto di consolidamento da circa 8 milioni di euro, con interventi organici di drenaggio e stabilizzazione. Il progetto però non viene finanziato operativamente, non viene appaltato e non entra mai in fase esecutiva. Resta bloccato negli uffici regionali.

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Gennaio 2026 – Il collasso annunciato. In questi giorni si è verificato il collasso generale del fronte franoso, lungo oltre 4 chilometri. Oltre 1.500 persone evacuate, interi quartieri dichiarati zona rossa, decine di abitazioni definitivamente perse. Viene attivato il contributo di autonoma sistemazione (CAS) fino a 900 euro mensili per famiglia e utilizzata una quota dei fondi nazionali per le emergenze meteo (circa 100 milioni a livello nazionale, in parte destinati a Niscemi). Una spesa emergenziale elevata, causata dall’assenza di prevenzione mentre più del 90 per cento delle risorse disponibili per la prevenzione non è mai stato trasformato in opere.

Eppure, dal punto di vista geologico, si sapeva dell’esistenza di sabbie permeabili su argille impermeabili con la conseguente vulnerabilità all’infiltrazione delle acque. Si desume che le cause decisive del disastro attuale siano state la mancata regimentazione delle acque meteoriche, l’assenza di drenaggi profondi, l’urbanizzazione dei versanti, gli scarsi interventi mai sistemici e l’inerzia amministrativa nell’attuazione di progetti già finanziati.

Il caso di Niscemi rappresenta un ulteriore fallimento della prevenzione pubblica. Risorse disponibili, progetti esistenti e analisi tecniche chiare non sono stati tradotti in azioni. Il risultato è un disastro umano, sociale ed economico che avrebbe potuto essere evitato.

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Elenco delle amministrazioni comunali, provinciali, regionali e nazionali succedutasi negli ultimi 30 anni:

Sindaco Comune di Niscemi
1997–2000 – Liardo (CXS)
2000–2004 – Parrimuto (CDX)
2007–2012 – Di Martino / La Rosa (Misto/civico)
2017–2026 – Conti (CDX)
(eventuali vuoti = commissariamenti o fasi transitorie)
Presidente Provincia di Caltanissetta
1997–1998 – Rampulla (CDX)
1998–2008 – Collura (CXS)
2008–2011 – Federico (CDX)
2011–2015 – Commissariamento
2025–2026 – Tesauro (CDX)
Presidente Regione Siciliana
1997–1998 – Provenzano (Centro/moderato)
1998–2000 – Capodicasa (CSX)
2001–2008 – Cuffaro (CDX)
2008–2012 – Lombardo (CDX)
2012–2017 – Crocetta (CXS)
2017–2022 – Musumeci (CDX)
2022–2026 – Schifani — (CDX)
Presidenza del Consiglio dei ministri
1997–1998 – Prodi (CSX)
1998–2000 – D’Alema (CSX)
2000–2001 – Amato (CSX)
2001–2006 – Berlusconi (CDX)
2006–2008 – Prodi (CSX)
2008–2011 – Berlusconi (CDX)
2011–2013 – Monti (Tecnico)
2013–2014 – Letta (CSX)
2014–2016 – Renzi (CSX)
2016–2018 – Gentiloni (CSX)
2018–2019 – Conte I (M5S–CDX)
2019–2021 – Conte II (M5S–CSX)
2021–2022 – Draghi (Unità nazionale)
2022–2026 – Meloni (CDX)
 
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