Olimpiadi mangiate e digerite dallo spettacolo e dal business

Milano e Cortina diventano un’occasione per mostrare il patinato mondo di star e governanti. E lo sport? Dove’ è finito lo sport? Dal calcio al tennis si allungano le mani delle grandi piattaforme

Olimpiadi mangiate e digerite dallo spettacolo e dal business
In foto Mariah Carey
Preroll AMP

Maurizio Boldrini Modifica articolo

5 Febbraio 2026 - 16.40


ATF AMP

Nomi e foto di star del cinema e della musica; elenchi e foto di  esponenti dei governi di mezzo mondo; la fiaccola che viaggia in mezzo a un frastuono da sagra paesana. Tanti spot invadono gli schermi di ogni televisore e di ogni cellulare sulle magnificenze di Cortina e di Milano. E’ la contemporaneità, ragazzi miei, dove tutto diventa Mega, dove tutto diventa spettacolo e business. E lo sport? Dov’è finito lo sport?

Top Right AMP

Nelle Olimpiadi gli atleti dovrebbero essere i massimi protagonisti. Finora non è stato così, escluse le note di colore con le quali vengono accompagnate le prestazioni dei giocatori del quel bizzarro gioco che si chiama Curling o l’intervento del Presidente Sergio Mattarella rivolto proprio agli atleti. Più avanti si vedrà. Forse ce la faranno sciatrici e sciatori a conquistare titoli e servizi televisivi a patto che portino a casa qualche medaglia riuscendo a scendere tra quei paletti colorati dello slalom o compiendo imprese nelle ardimentose discese. 

Queste Olimpiadi sembrano pensate più che da dirigenti sportivi da sceneggiatori di Hollywood: “signori venghino:  siamo di fronte al colossal più colossal dell’universo”. Molti colleghi giornalisti accompagnano, suonando la gran cassa, questo modo di raccontare l’evento che dovrebbe essere uno dei punti più alti dello sport. Invernale o estivo che sia.

Dynamic 1 AMP

La tendenza a trasformare tutto in spettacolo è ormai in atto da decenni (il fenomeno “l’infotainment è stato studiato da sociologi ed economisti) ma negli ultimi anni sia per effetto del moltiplicarsi dei mezzi di comunicazione sia per il potere acquisito dalle grandi piattaforme è diventato pervasivo. E lo sport ne è un godurioso terreno di conquista. Il Superbowl ha segnato la via di questo percorso. Così si arriva al campionato di “calcio spezzatino” ( ormai le reti televisive trasmettono una partita al giorno) o alle gare di Formula-Uno che sono un concentrato di pubblicità in mezzo alla quale ogni tanto sfreccia qualche bolide o al tennis e i suoi protagonisti che imperversa sugli schermi  mattina, pomeriggio e notte.

Impensabile, forse, tornare indietro. Almeno fintanto che sarà lo stesso pubblico a premiare questo modo di consumare gli eventi sportivi. Sul divano. Con popcorn e diretta wi-fi con birra e amici sorridenti. Come ci suggerisce la pubblicità.

FloorAD AMP
Exit mobile version