Russia-Nato, tensione nel Baltico: "Un'isola può essere occupata in ogni momento"

Il generale Michael Claesson avverte: Mosca potrebbe testare la tenuta della Nato con un'azione simbolica nel Mar Baltico.

Russia-Nato, tensione nel Baltico: "Un'isola può essere occupata in ogni momento"
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20 Aprile 2026 - 09.55


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La Russia potrebbe impadronirsi di un’isola nel Mar Baltico “in qualunque momento” per mettere alla prova la coesione della Nato. È questo l’allarme lanciato al Times dal generale Michael Claesson, capo di Stato maggiore della difesa svedese, che ha spiegato come il suo Paese si stia preparando anche a questo scenario. Una mossa del genere servirebbe a sondare eventuali fratture interne all’Alleanza, soprattutto in una fase in cui il presidente statunitense Donald Trump torna a evocare la possibilità di ridurre l’impegno verso gli alleati europei.

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“È fondamentale restare vigili e scoraggiare Mosca da iniziative simili attraverso una presenza costante nelle aree strategiche del Nord e del Baltico”, ha dichiarato il generale nell’intervista pubblicata mercoledì. Secondo il quotidiano britannico, gli analisti militari europei sono sempre più in allarme per il rischio di escalation in mare, in particolare nel Mar Baltico, dove le forze russe scortano con crescente frequenza le navi della cosiddetta flotta ombra.

Le forze della Nato hanno più volte simulato possibili sbarchi russi su alcune delle isole più rilevanti della regione, come Gotland in Svezia, Bornholm in Danimarca o Hiiumaa e Saaremaa in Estonia. Tuttavia, Claesson ha sottolineato che nel Baltico esistono circa 400.000 isole, offrendo quindi ampio margine di scelta al Cremlino. “Si potrebbe mettere alla prova l’Alleanza praticamente da qualsiasi punto”, ha osservato, aggiungendo che basterebbe un’azione simbolica per verificare le reazioni politiche.

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Il generale ha inoltre evidenziato che un’eventuale conclusione del conflitto in Ucraina permetterebbe a Mosca di riorganizzare le proprie forze e ridistribuire risorse sul fianco orientale della Nato, in vista di possibili iniziative militari. “Non escludo che possano prepararsi a una qualche forma di confronto armato con l’obiettivo di recuperare un’influenza geopolitica simile a quella dell’antico impero russo o persino dell’Unione Sovietica”, ha aggiunto.

Negli ultimi mesi il Mar Baltico è già stato teatro di tensioni tra Svezia, entrata ufficialmente nella Nato nel 2024, e Russia. Un episodio recente è stato l’abbattimento di un drone russo mentre si avvicinava alla portaerei francese Charles de Gaulle, ormeggiata nel porto di Malmö, lo scorso febbraio. Mosca, inoltre, ha iniziato a rafforzare la sicurezza delle navi della sua flotta ombra, aumentando le scorte da parte di aerei militari e fregate.

Parallelamente, anche Stoccolma ha intensificato il controllo delle attività marittime: nelle ultime settimane la guardia costiera svedese ha fermato tre imbarcazioni sospettate di appartenere alla flotta russa. “Garantire la sicurezza e il rispetto delle regole in mare è essenziale”, ha spiegato Claesson, sottolineando anche i rischi ambientali: navigare sotto falsa bandiera o con navi in cattive condizioni e equipaggi non adeguatamente preparati rappresenta una seria minaccia per l’ecosistema del Mar Baltico.

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