I 5 finalisti del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani

La vedova del giornalista, sottolinea come anche quest’anno la giuria ha individuato volumi capaci di aiutarci a comprendere le tragedie collettive e private del nostro tempo

I 5 finalisti del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani
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24 Marzo 2026 - 00.02


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Sono cinque le opere selezionate per la finale della 22/a edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, il riconoscimento promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani, nel segno del giornalista e scrittore fiorentino. La cinquina è stata annunciata dalla giuria riunitasi nella casa fiorentina della famiglia. Tra i finalisti figurano Anna Badkhen con Cronache di un mondo in movimento, Mohammed El-Kurd con Vittime perfette e la politica del gradimento, Mathias Enard con Disertare, Alaa Faraj con Perché ero ragazzo in prigione e Bao Ninh con Il dolore della guerra.

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Angela Terzani Staude, vedova del giornalista, sottolinea come anche quest’anno la giuria ha individuato volumi capaci di aiutarci a comprendere le tragedie collettive e private del nostro tempo: la guerra, divampata in Medio Oriente; le violazioni dei diritti a Gaza e la tacita accettazione del ritiro dei trattati internazionali; il rafforzarsi di regimi che negano libertà fondamentali; i cambiamenti climatici, l’oppressione sociale e i conflitti che sono alla base delle migrazioni che stanno riplasmando il mondo.

Le opere raccontano queste realtà in modi diversi. Anna Badkhen, giornalista nata nel 1975 nell’Unione Sovietica e corrispondente di guerra in numerosi conflitti, dall’Iraq alla Somalia a Israele e ai Territori palestinesi, raccoglie undici reportage che restituiscono l’immagine di un’epoca in cui una persona su sette ha lasciato il proprio luogo d’origine, in un mondo percepito come “una mappa di lacerazioni”. Mohammed El-Kurd, poeta e giornalista nato nel 1998 a Sheikh Jarrah, in Gerusalemme Est, intreccia invece esperienza personale, storia del suo popolo e reportage recenti dell’occupazione di Gaza, dopo essere rientrato nel 2021 dagli Stati Uniti.

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Mathias Enard, tra le voci più rilevanti della nuova letteratura francese, propone un romanzo, finalista anche al Booker Prize 2026, che unisce la biografia immaginaria del matematico tedesco, Paul Heudeber, alla vicenda di un disertore in fuga in una regione montuosa del Mediterraneo che fugge dalla guerra, ma non riesce a disfarsene completamente. Diverso ma altrettanto intenso il racconto di Alaa Faraj, nato a Bengasi nel 1995: partito per l’Italia nel 2015, in una traversata in cui 49 persone morirono soffocate nella stiva, fu accusato di essere uno scafista e condannato a 30 anni dopo un’indagine sommaria. Ha ottenuto la grazia parziale dal presidente Sergio Mattarella lo scorso dicembre e continua a proclamarsi innocente. Il suo libro è un’autobiografia scritta a mano, in stampatello, con l’italiano imparato in carcere.

Infine Bao Ninh, nato nel 1952, che ha vissuto direttamente la guerra in Vietnam: arruolato a 17 anni, partì con altri 500 soldati, dei quali solo in dieci fecero ritorno. Da quell’esperienza nasce il suo romanzo, scritto molti anni dopo la fine del conflitto e pubblicato per la prima volta in inglese nel 1994, accolto dalla critica internazionale come una sorta di “Niente di nuovo sul fronte occidentale del Vietnam”. È arrivato in Italia soltanto nel 2025.

La giuria, composta da Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini e Saskia Terzani, si è riservata ora un ulteriore momento di riflessione prima della votazione finale. Il vincitore sarà proclamato sabato 9 maggio, alle ore 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nel corso della serata-evento del Festival vicino/lontano, in programma dal 7 al 10 maggio.

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