“Aenigma”, il Germanico tra archeologia e fotografia

Dal 26 luglio al 13 settembre il Teatro Sociale di Amelia ospita l’installazione di Maurizio Galimberti, un dialogo tra memoria, arte contemporanea e patrimonio storico.

“Aenigma”, il Germanico tra archeologia e fotografia
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26 Luglio 2026 - 16.43


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Apre al Teatro Sociale di Amelia “Aenigma”, una mostra curata da Fabrizio Tazza in cui il fotografo Maurizio Galimberti, attraverso il suo caratteristico mosaico fotografico, scompone il colosso bronzeo di Germanico in un dialogo tra archeologia e arte contemporanea.

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Un’immensa opera di 40 metri quadrati si dispone nel teatro. Gli organizzatori spiegano: “Con i pannelli sospesi a un metro da terra, trasformano lo spazio teatrale in un’altra dimensione della memoria. Dai tre ordini di palchi, il visitatore è chiamato a guardare dall’alto la bellezza che si ricompone e a seguire con lo sguardo la trama di questo scavo dell’anima. È un invito a perdersi nel mistero del non detto, a provare lo stesso brivido, lo stesso stupore di chi, nel 1963, vide riaffiorare quei pezzi di bronzo dalla polvere”. La statua, restaurata e riassemblata grazie a un lavoro decennale, è oggi conservata al Museo Civico Archeologico cittadino.

L’esposizione è iniziata oggi, 26 luglio, alle 18.30 e rimane aperta fino al 13 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20, fino alle 22. La mostra è organizzata dall’associazione Arte di Esporre, in collaborazione con Red Photographic Dark Room e con il sostegno del Comune di Amelia.

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Il maestro Galimberti, commenta l’assessore comunale alla Cultura, Luigia Moscatelli, “con sensibilità e creatività artistica riesce a promuovere e a restituire nuova vitalità al Germanico, invitandoci a guardarlo con occhi diversi, cogliendone sfumature, memoria e potenzialità”

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