La Noia all’Ariston. Non è un ritorno di Angelina Mango, ma uno sbadiglio digitale

Il termometro social boccia fino ad ora Sanremo 76. Il giudizio è impietoso anche per il confronto con gli anni di Amadeus. Non ci resta che sperare questa sera nelle cover.

La Noia all’Ariston. Non è un ritorno di Angelina Mango, ma uno sbadiglio digitale
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27 Febbraio 2026 - 17.01


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di Lilia La Greca e Caterina Abate

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Abbiamo balzato ormai oltre la metà della settimana santa sanremese. Non è peccato azzardare un bilancio e chiederci cosa ci stia regalando quest’edizione sempre sul filo della fretta di Carlo Conti. L’unanime verdetto collettivo dentro e fuori dai social è, per citare una delle poche vincitrici donne di Sanremo: “La NOIA”. 

A giustificare questo giudizio forse anche il confronto con le edizioni di Amadeus, le quali ci avevano abituato a percepire la kermesse come una vera e completa esperienza collettiva. Complici probabilmente le quarantene pandemiche, allora i social network diventavano prima, durante e dopo la commentary box dell’evento centrale dell’anno italiano, che era Sanremo. Il senso di comunità, si amplificava, commentando, repostando, condividendo meme, tutti davanti gli schermi: Rai1 da una parte, X, Instagram, Tik Tok, Facebook dall’altra. Un lavoro comunitario, per tenere alta l’attenzione e l’occhio vigile. Il fine era anche di non perderci nessun momento trash, nelle molto lunghe serate condotte da Amadeus, spesso accompagnato da Fiorello, a cadenzare lo spettacolo che si protraeva fino a notte fonda. 

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Quest’anno invece si fa una fatica enorme non solo a tenersi svegli, ma anche a trovare qualcosa che effettivamente possa davvero accendere gli animi sul web. La maratona per restare fedele alla scaletta ha piuttosto un effetto soporifero, e i social tra uno sbadiglio digitale e l’altro languono.

La cifra stilistica è il tedio, la corsa alla scaletta diventa monotono piattume. È così che nel vuoto pneumatico a diventare virale nella seconda serata sui social è la crociata di Elettra Lamborghini contro i festini bilaterali, che non la fanno dormire e potrebbero inficiarne la performance canora. Lei che non è una cantante, forse voleva dire paralleli, ma apprezziamo l’impegno, che quantomeno fa produrre un numero minimo di meme da poter condividere. 

[n.b. dal profilo Instagram di Elettra Lamborghini, che scappa per una sera a dormire a Montecarlo per godere di un po’ di pace, ma viene raggiunta anche lì dai festini bilaterali: il risultato è l’auto meme; fonte dell’immagine Fanpage.it]

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La furia di Carlo Conti per restare fedele alla scaletta perfetta è una trappola, che si trasforma facilmente nella miglior pozione soporifera. E allora per la terza serata a destare (il minimo) interesse è l’inquadratura rubata ad un cantante dall’esperienza quarantennale, che prima di salire sul palco mette in ordine le idee e non solo. Il web che obiettivamente non ha molto trash a cui aggrapparsi si cimenta nell’osservare dove la regia malamente indugia. Scusaci Raf, davvero. 

Anche i momenti che richiederebbero maggiore profondità finiscono per apparire superficiali. Dal richiamo al tema della violenza sulle donne, senza un reale sviluppo narrativo, quasi un passaggio obbligato, perchè si deve, perchè ci sta, più che come una presa di posizione autentica. Solo una spunta sull’ennesima tematica da trattare. E infatti i social non se ne sono nemmeno accorti.  

La verità è che ritorno in auge di un Sanremo democristiano non funziona per nulla nell’era dei social, che non è ancora post social. Tutto è ancora polarizzato, si osserva e si obietta per discutere e repostare. Viviamo ancora tempi segnati dalla velocità mediatica, che richiedono stimoli continui, in cui l’attenzione si disperde nel giro di pochi istanti. Mostrando apparentemente consapevolezza del panorama attuale, vedi l’IA tirata in ballo male, il Festival però scegli la strada più sicura, che risulta la meno efficace. Perchè il tentativo di essere completamente apolitici, scadendo nell’essere acritici a ogni costo generare una sensazione di distanza e inconsistenza. Il pubblico dentro e fuori dai social non può che accorgersene e bocciare espedienti retorici e baracca e burattini. Nel voler evitare qualsiasi attrito, il Festival finisce per perdere tensione emotiva e capacità di coinvolgimento. 

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La speranza è che almeno la serata cover possa regalarci qualcosa di davvero memorabile. E memabile. Che la confort zone della noia possa quantomeno creparsi. Nel frattempo non possiamo che indugiare sui real con Sal Da Vinci che romanticamente minaccia la sua lei di esserle legato per sempre, mostrando minatorio l’anello alla mano sinistra, piuttosto che temere il ritorno delle pshyco papere della Tim tra qualche ora. 

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