Concluso il restauro dell’Amorino di Antonio Canova

Dopo oltre dieci anni di interventi conservativi, il modello in gesso torna alla Gypsoteca di Possagno.

Concluso il restauro dell’Amorino di Antonio Canova
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20 Settembre 2026 - 19.05


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L’Amorino di Antonio Canova, uno dei modelli in gesso più significativi e più fragili della collezione della Gypsoteca di Possagno, è tornato a nuova vita dopo un complesso insieme di interventi di restauro.

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L’opera fu realizzata nel 1785 su commissione della principessa Elzbieta Czartoryska Lubomirska, che voleva un ritratto del suo giovane nipote Henry. Il ragazzo, però, si prestò a posare solo per il volto, mentre per il corpo Canova fece riferimento a un modello antico.

Il lavoro di restauro dedicato all’opera è durato più di dieci anni. L’Amorino era arrivato a Possagno privo della testa e del busto, ma nel 2013 questa lacuna era stata colmata grazie a una collaborazione con il Museo del Castello Lubomirski di Łańcut, in Polonia, luogo in cui si conserva il marmo originale.

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Dopo una scansione tridimensionale della scultura di Łańcut, si è ricavato un calco fedele delle parti mancanti, riprodotto in gesso tramite una stampa 3D, per poi assemblarlo al resto della scultura.

A distanza di anni, però, sono comparsi segni di sofferenza nel corpo scultoreo, lungo i margini di contatto tra le parti originali e quelle ricostruite. In prossimità della caviglia sono inoltre comparse piccole fessurazioni, insieme a depositi e aloni sulla superficie, provocati dalla presenza di sali solubili rimasti all’interno della struttura cava e poi arrivati verso la superficie a causa delle variazioni di umidità, portando al degrado della scultura.

Il nuovo intervento conservativo è servito a ridare vita all’opera attraverso una serie di indagini diagnostiche, come la termografia a infrarossi e le analisi chimiche.

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Tra le missioni del Museo Gypsoteca Antonio Canova di Possagno, una delle più importanti è proprio quella dedicata alla conservazione e al restauro del proprio patrimonio.

Attraverso un’attività continuativa fondata sulla ricerca, sulla diagnostica e sulla collaborazione con università, istituzioni e centri specializzati, il museo consente di approfondire gli studi sulle opere e sui luoghi che custodiscono l’eredità di Antonio Canova.

L’intervento di restauro su una delle opere più fragili del museo è stato realizzato con il sostegno dei Musei Civici di Treviso.

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