Un viaggio nell'Italia degli ex manicomi: la mostra fotografica "Manicomi italici"

Sarà il museo della Psichiatria a Reggio Emilia, in quello che un tempo fu l'ex Padiglione Lombroso, ad ospitare l'esposizione dei fotografi Silvia Camporesi e Luca Marianaccio.

Un viaggio nell'Italia degli ex manicomi: la mostra fotografica "Manicomi italici"
(foto di: Comune di Reggio Emilia)
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15 Settembre 2026 - 20.51


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Era il 1978 quando con la Legge Basaglia si sanciva istituzionalmente la fine dei manicomi. Eppure per la definitiva chiusura su tutto il territorio nazionale si dovettero attendere ancora vent’anni. Buona parte dei grandi edifici che avevano in precedenza ospitato i matti vennero nel corso del tempo risemantizzati. È il caso del ex Ospedale Psichiatrico San Niccolò di Siena divenuto sede universitaria, ma anche del Museo di Storia della Psichiatria a Reggio Emilia, allocato dal 2012 in quello che un tempo era il Padiglione Lombroso del più ampio complesso manicomiale San Lazzaro. Qui dove passò un periodo di internamento anche il pittore Antonio Ligabue, oggi nella sua dimensione di sede museale nel rispetto degli originali spazi è luogo perfetto per accogliere la mostra fotografica Manicomi italici, a cura di Cesare Pomarici. Nata dal progetto di Silvia Camporesi e Luca Marianaccio (vincitore di Strategia Fotografica 2025, promosso dal MiC), rappresenta un viaggio fotografico nell’Italia degli ex manicomi.

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L’esposizione, sarà inaugurata il 27 settembre proprio in occasione della Settimana della Salute Mentale promossa dall’Azienda Usl di Reggio Emilia, e potrà essere liberamente visitata dal pubblico sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 18 fino al 6 gennaio prossimo. Dentro gli spazi dell’ex Padiglione Lombroso sarà allestita una selezione di venti fotografie – dieci per autore – tratte dalle oltre 100 immagini del volume omonimo edito da Quodlibet, presentato a corredo dell’esposizione. Al termine della mostra le venti fotografie andranno ad arricchire il patrimonio fotografico del Comune di Reggio Emilia, entrando nelle raccolte permanenti dei Musei Civici.

Il progetto nasce dalla ricognizione fotografica condotta da Silvia Camporesi e Luca Marianaccio, delle molte sedi ex manicomiali sparse per la penisola, alcune abbandonate, altre riqualificate. Durante questo percorso i due autori hanno avuto a che fare con un patrimonio architettonico eterogeneo, fatto di conventi, ville nobiliari, fortezze, colonie agricole e edifici monumentali. Luoghi che in seguito alla loro chiusura con la legge Basaglia, hanno conosciuto futuri diversi, tra completi abbandoni, più vari riutilizzi e rifunzionalizzazioni, rimanendo però presenze che nonostante tutto faticano ancora ad essere metabolizzata nel paesaggio urbano.

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