Inquieto e mai banale sperimentatore, un artista capace di uno stile autonomo rispetto alla tradizione rinascimentale, sorprendente per colori, esiti formali e innovazione: è Jacopo Pontormo. Capofila assoluto della maestosa stagione del Cinquecento fiorentino e pioniere del manierismo in pittura, le Scuderie del Quirinale gli dedicheranno il prossimo autunno un approfondito focus, in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, dal 9 ottobre al 7 febbraio.
Il progetto promosso da Ales e prodotto insieme alla casa editrice Electa, che ne pubblica il catalogo, è curato da Cristina Acidini, tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino, con il supporto di Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani.
Dopo il successo della mostra sui faraoni e gli antichi Egizi le Scuderie del Quirinale puntano su un altro grande protagonista, proponendo la prima grande monografica dedicata a Pontormo. L’esposizione riunirà una selezione di dipinti e disegni provenienti soprattutto dagli Uffizi, ma anche da musei e collezioni internazionali: dalla Galleria dell’Accademia e dai Musei del Bargello all’Istituto Centrale per la Grafica, dal Louvre alla National Gallery e al British Museum, fino al Metropolitan Museum of Art, alla National Gallery of Art di Washington, all’Art Institute di Chicago e al Getty Museum di Los Angeles.
La mostra seguirà un ordine cronologico, senza rinunciare ad approfondimenti tematici. Tra le opere più attese ci sarà la celebre Visitazione, proveniente dalla Chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano, presso Prato, considerata il capolavoro più noto e riconosciuto dell’artista. Proprio quell’opera ispirò Bill Viola, il genio della videoarte scomparso nel 2024. L’artista rimase folgorato dai colori vivaci e dalla composizione e la rese fonte d’ispirazione per il suo The Greeting, presentato nel 1995 alla Biennale di Venezia.
Anche Pier Paolo Pasolini, nell’episodio La Ricotta del 1963, aveva ricreato un tableau vivant del Trasporto di Cristo, dipinto da Pontormo tra il 1526 e il 1528. Nella pellicola, girata in bianco e nero, Pasolini inserì inoltre la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino del 1521 altro maestro della Maniera: le due opere rappresentano gli unici segmenti a colori del film. Una scelta che trova una corrispondenza, visiva ed emotiva, tra il dramma della storia di Gesù e la precarietà esistenziale delle comparse di un film e, più in generale, degli ultimi della società.
Da questi riferimenti si comprende la straordinaria capacità di Pontormo di precorrere i tempi: la sua pittura conquistò dapprima i suoi contemporanei, imponendosi poi anche nei secoli a venire e diventando amata dagli studiosi e dai collezionisti del Novecento, ma anche moltissimo dal grande pubblico, grazie alla sua personalità creativa.
Infine, per coronare l’esperienza e parallelamente alla mostra, il pubblico avrà l’occasione di vedere Pontormo con gli occhi di Bill Viola. Infatti dall’11 ottobre al 7 febbraio, nella basilica di Santa Maria Antiqua, all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, sarà riproposta la storica video-installazione The Greeting di Bill Viola nel Foro Romano. Omaggio a Pontormo.
