Netanyahu: "Il Covid è dietro di noi". Ecco come Israele sta lasciandosi alle spalle il virus

Un'efficace campagna di vaccinazione alla base: "Con il passaporto verde puoi andare nei ristoranti, nei teatri, negli eventi sportivi. Ne stiamo uscendo"

Netanyahu

Netanyahu

globalist 5 marzo 2021

Una campagna di vaccinazione partita subito in modo spedito (anche se poco democratico, visto che le dosi erano destinate anche ai lavoratori palestinesi, ma solo quelli che lavoravano sul territorio nazionale).

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha cercato di archiviare la pandemia in Israele, dichiarando come il Covid fosse “ormai dietro di noi”.

Per Netanyahu, Israele è stato il primo Paese a uscire dalla pandemia grazie alla sua campagna di vaccinazione rapida ed efficiente: Israele, ha detto, ”è il primo paese al mondo a emergere dal coronavirus. E con il passaporto verde puoi andare nei ristoranti, nei teatri, negli eventi sportivi. Questo è: stiamo uscendo”. D’altronde, ha fatto notare ancora il premier, se “Israele era conosciuto, ed è conosciuto, come la nazione delle startup”, da oggi sarà anche conosciuta come la nazione della vaccinazione.

“Stiamo definendo un modello per il mondo e ne siamo molto orgogliosi”.

Netanyahu ha poi chiarito che comunque non si uscirà completamente dalla pandemia e che bisognerà ancora per parecchio tempo portare la mascherina.

Intanto oggi per la prima volta sono scesi notevolmente i numeri dei ricoverati gravi, arrivati a 700.

A gennaio, il mese più difficile soprattutto a causa della diffusione della variante inglese, c’erano stati oltre 1200 casi gravi e 1000 morti.

Da domenica riapriranno bar, ristoranti, luoghi di aggregazione a tutti coloro che hanno il passaporto verde. Il documento non è ancora disponibile per gli stranieri residenti in Israele e non lo sarà sia per coloro che non vogliono vaccinarsi, sia per i ragazzi minori di 16 anni, a cui è preclusa la vaccinazione.

Con il paradosso che, dal momento che questi non possono vaccinarsi, non potranno entrare nei ristoranti al chiuso anche se accompagnati dai genitori vaccinati.

Intanto avanza in Parlamento la legge per il monitoraggio elettronico di coloro che tornano in Israele, dal momento che da domenica sarà permesso ad almeno 3000 israeliani di rimpatriare: chi non vorrà fare quarantena in alberghi selezionati ma a casa, dovrà portare un braccialetto elettronico.

Le frontiere resteranno ancora chiuse per gli stranieri: per tale motivo non è arrivato in visita, come preannunciato, Albert Bourla, ceo di Pfizer; una decisione presa dopo le critiche di raggiungere Israele per sostenere Netanyahu nella campagna elettorale.