Divario di genere nell'IA: l'appello delle divulgatrici GenS

Denunciano le disuguaglianze nel settore dell’intelligenza artificiale e promuovono più donne nelle STEM per contrastare bias e stereotipi.

Foto di Ansa
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

4 Maggio 2026 - 14.11


ATF AMP

Dopo aver portato nelle scuole e nei festival gli spettacoli teatrali intitolati “La scienza che a scuola non ci hanno raccontato”, incentrati sulle vicende di grandi scienziate che hanno dato contributi fondamentali al progresso ma sono rimaste nell’ombra, le divulgatrici della community GenS, Generazione STEM, composta da giovani appassionate di discipline scientifiche, segnalano con forza la necessità di ridurre il divario di genere nel settore dello sviluppo software per l’intelligenza artificiale, un ambito che evidenzia ancora numerosi pregiudizi e distorsioni legate al genere.

Top Right AMP

Come racconta Agnese Ferrara, per superare questa disparità sono indispensabili politiche orientate all’uguaglianza e un aumento del numero di donne laureate nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica): in Italia rappresentano appena il 18%, contro una media europea del 26%. Secondo l’ultima ricerca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il 70% degli sviluppatori di software per l’IA è costituito da uomini. Solo il 30% delle donne lavora nella progettazione e nello sviluppo di modelli linguistici e chatbot, e questo influisce inevitabilmente sui risultati e sulle risposte dei sistemi. Inoltre, le donne hanno un rischio doppio rispetto agli uomini di perdere il lavoro a causa dell’intelligenza artificiale: basti pensare ai ruoli di segreteria e amministrativi, prevalentemente femminili, che saranno facilmente automatizzati.

“Il nostro obiettivo è proporre soluzioni affinché l’IA diventi uno strumento a favore delle donne e non una minaccia, aggiunge Alessandra Cravetto, founder di GenS. Lo facciamo contrastando gli stereotipi che vedono le donne poco inclini alle materie scientifiche. Secondo Confindustria, nei prossimi cinque anni la richiesta di nuovi lavoratori in questi ambiti arriverà a 2 milioni”.

Dynamic 1 AMP

“Spesso sono le stesse donne a limitarsi, dubitando delle proprie capacità. A ciò si aggiunge un marcato divario tra Nord e Sud del Paese. Per troppo tempo la scienza è stata considerata lontana dalle donne, mentre oggi abbiamo bisogno del loro contributo, spesso anche superiore a quello maschile. Attraverso questa community raccontiamo sia le nostre esperienze sia quelle di scienziate determinate, anche mediante format teatrali, per diffondere conoscenze e competenze e avvicinare sempre più ragazze alle discipline scientifiche, organizzando attività di orientamento nelle scuole di tutta Italia”, sottolinea ancora Cravetto.

Negli spettacoli portati in scena nelle scuole e nei festival, le divulgatrici di GenS danno voce alle storie di scienziate dimenticate. Tra queste, Ada Byron Lovelace, che intuì le potenzialità dei computer oltre il semplice calcolo, unendo determinazione e sensibilità alla ricerca scientifica, e Fatima al-Fihri, donna musulmana di origine marocchina, fondatrice della più antica università ancora attiva, al-Qarawiyyin di Fès. “Nei programmi europei, però, realtà come Fès e i centri islamici sono quasi del tutto assenti. Il risultato è una carenza di modelli di riferimento per i giovani. Restituire visibilità a figure come Fatima significa arricchire la conoscenza collettiva, senza togliere nulla a nessuno”, spiegano le divulgatrici durante lo spettacolo.

FloorAD AMP
Exit mobile version