Al festival di Giffoni, Cinzia Conti dell’Ansa è riuscita ad intervistare Dacia Maraini, nell’occasione del premio Futura – L’impossibile è possibile della Zecca dello Stato. La scrittrice è stata interrogata su diversi temi di attualità, come l’intelligenza artificiale. “Cosa abbiamo noi che l’IA non ha e perché non potrà averla mai? L’intelligenza artificiale non muore. Quindi non ha quella consapevolezza della finitezza dell’essere umano, perché tutti ci confrontiamo con la nostra fine” per cui “non ha contezza della fine, non conosce l’amore, il dolore. Se l’avesse diventerebbe un essere umano”.
La platea le ha poi posto domande sul femminicidio e sull’educazione sessuale, temi caldissimi dopo l’intervento del governo sui programmi scolastici. “Bisogna agire sull’educazione e quindi sulla scuola. Le famiglie hanno una dinamica psicologica molto complessa che non c’entra niente con i diritti civili, quindi io direi che invece dovrebbe essere obbligatoria nelle scuole, fin proprio da piccoli, un’educazione semplicemente all’altro”. Secondo la Maraini, “il sesso non è separato dai sentimenti, dalla sensibilità, dallo sguardo verso il mondo, il sesso è parte della persona umana e quindi non puoi essere separato”.
Sul femminicidio, invece, “credo che sia una forma di regressione culturale, non c’entra niente con il sesso e non c’entra niente con la natura, cioè non è che un uomo per natura uccide la moglie”. Dai ragazzi lì presenti viene interrogata sul rapporto tra sofferenza e scrittura, affermando che “il dolore va affrontato” e che scrivere sì serve, poiché riesce “a lavorare in profondità e a costruire consapevolezza. Il pensiero si costruisce e si radica proprio attraverso la parola”.
Tra gli ultimi temi affrontati anche l’internamento in un campo di concentramento in Giappone dopo che i genitori rifiutarono di giurare fedeltà alla Repubblica di Salò (“Mi ha insegnato quanto sia importante difendere le proprie idee”) e il ricordo di Pasolini (“Diceva sempre la verità e la verità terrorizza e offende”).
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