A Niscemi crolla la croce simbolo della frana e con lei crolla anche la speranza

Posta dopo la frana del 1997 in ricordo della chiesa delle Sante Croci, il monumento simbolo di un quartiere e di paese da ieri sera non c’è più.

A Niscemi crolla la croce simbolo della frana e con lei crolla anche la speranza
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10 Febbraio 2026 - 12.51


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È crollata la croce di Niscemi, metafora di un paese che scivola verso il baratro. E forse, con lei, non è solo il paese del calatino a franare. Insieme ad altri metri cubi di sabbia ed argilla, ieri sera scendevano giù per il costone della collina anche altri brandelli di speranza dei Niscemesi di essere – realmente – visti e riconosciuti. Ciò accadeva tra un rimpallo e un altro dei vertici governativi, la cui agenda politica nelle ore precedenti prevedeva evidentemente altre questione su cui esprimersi.

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Divenuto il simbolo della resistenza di un paese che non vuole scomparire, la croce era stata posta in quello che un tempo era il belvedere di Niscemi, in ricordo della tragedia sfiorata del 1997. Allora, a causa di una frana di diversa entità, la pre esistente chiesa settecentesca delle Sante Croci aveva subito importanti danni, tali da richiederne la demolizione. In suo ricordo, i cittadini niscemesi vi avevano posto quella croce, un memento di un passato che si sperava non divenisse nuovamente realtà.

Il consigliere comunale Francesco Evola spiegava così a Fanpage l’importanza simbolica dell’opera: “Quella croce era un simbolo della nostra città e per tutti aveva una forte valenza proprio in relazione alle frane. Era stata collocata lì in memoria della chiesa delle Sante Croci, crollata dopo la frana del 1997. Noi l’abbiamo ricostruita con questa croce per preservarne il ricordo. Che adesso non ci sia più dice tutto”.

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La scultura era composta da una porzione di marmo da cui in negativo emergeva il simbolo della croce. Durante i tramonti al Belvedere immaginiamo si sarebbe dovuta illuminare di bagliori rossi del sole, a rinnovare una promessa di salvezza che per chi è credente avrebbe dovuto far sobbalzare il cuore. Nella sua semplicità, era un simbolo pieno di significato, che ricuciva la ferita di un paese e dei suoi abitanti, e che era rimasto come a vegliare sul ciglio fratturato della collina e delle vite dei suoi abitanti. 

“Purtroppo pochi minuti fa è caduta…questo appesantisce ancora di più il nostro già triste cuore”, così il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, con queste poche parole ha comunicato il crollo avvenuto nella serata di ieri. 

Nel frattempo si cercano case vuote che possano ospitare le oltre 1500 persone sfollate del quartiere Sante Croci, Trappeto e via del Popolo.

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