Bottle to textile: scelta saggia o problematica? I capi "green" rilasciano fino al 55% di microplastiche in più

Un recente studio mette in guardia da quanto siano realmente sostenibili i capi prodotti da bottiglie in plastica.

Bottle to textile: scelta saggia o problematica? I capi "green" rilasciano fino al 55% di microplastiche in più
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redazione Modifica articolo

12 Dicembre 2025 - 17.25


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Al giorno d’oggi esiste un’enorme produzione di capi d’abbigliamento ecosostenibili, riciclati soprattutto da plastiche utilizzate nel quotidiano. Questo sistema ha lo scopo principale di ridurre l’impatto ambientale creando prodotti e articoli di abbigliamento sostenibili. Tuttavia uno studio affidato a Changing Markets Foundation e portato avanti dal Microplastic Research Group dell’Università di Çukurova, in Turchia, ha evidenziato che importanti brand internazionali come Zara, Shein, Nike, Adidas e H&M non stanno adottando politiche “green” come sembra. C

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iò che danneggia maggiormente l’ecosistema è l’utilizzo del poliestere riciclato dalle bottigliette di plastica usate, ed è proprio quest’ultimo che viene utilizzato in grandi quantità dalle grandi aziende d’abbigliamento. Gli studiosi hanno scoperto che durante il lavaggio il poliestere riciclato genera il 55% in più di particelle in microplastica rispetto all’utilizzo di poliestere vergine. Come se non bastasse le particelle risultano anche il 20% più piccole, risultando ancora più dannose per la salute umana. Lo studio si è basato sull’analisi di 51 capi d’abbigliamento tra top, pantaloni e t-shirt di Zara, H&M, Shein, Adidas e Nike.

Quest’ultima ha vinto il primo posto dell’azienda più inquinante, con una perdita di circa 30mila fibre di poliestere riciclato per ogni capo di abbigliamento. Persino aziende che nascono e si basano sulla sostenibilità come Patagonia non sono scampate allo studio, con una percentuale di poliestere riciclato sul totale pari al 93,6%. Per tali ragioni si può considerare l’utilizzo della plastica da parte dei grandi brand come un vero e proprio tentativo di greenwashing. In aggiunta, la riduzione dei rifiuti a causa del bottle to textile diventa un processo di rilascio di ulteriori microplastiche, in quanto i capi prodotti non possono essere ulteriormente riciclati.

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Urska Trunk della Changing Markets Foundation commenta: “La moda ha venduto poliestere riciclato come soluzione ecologica, ma i nostri risultati mostrano che sta peggiorando il problema dell’inquinamento da microplastiche”. Trunk e il suo team di ricerca hanno sollevato l’importanza della questione ambientale, un argomento che non può e non deve essere trascurato neppure dai grandi brand. L’auspicio è che si impegnino a rimuovere definitivamente la plastica dai loro prodotti, contribuendo al benessere dell’intera specie umana.

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