Fondi sospetti e immobili di lusso: indagine tra Svizzera e Firenze sul caso Andress

Un caso controverso quello di Ursula Andress che si trova a combattere per dei fondi amministrati in maniera illecita.

Fondi sospetti e immobili di lusso: indagine tra Svizzera e Firenze sul caso Andress
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28 Marzo 2026 - 16.15


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Un sequestro rende fondati i dubbi di Ursula Andress, oggi 90enne, sul possibile impoverimento del proprio patrimonio che in passato aveva affidato al banchiere svizzero Eric Freymond il quale si è suicidato nel luglio del 2025.

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Ursula Andress aveva intrapreso una denuncia alle autorità svizzere di Vaud su alcune irregolarità nella gestione dei propri fondi. Gli immobili in questione sono: una villa in campagna, ed altri 10 edifici di pregio e 14 terreni per un totale di 18 ettari nella quale vengono coltivate vigne e uliveti. Sono immobili che fanno parte della tenuta Palazzo al Bosco, a Chiesanuova di San Casciano Val di Pesa, a 10 km da Firenze. 

Questa inchiesta mette in luce e ritiene che il cospicuo patrimonio derivi da attività di riciclaggio e autoriciclaggio ai danni di Ursula Andress. Ad essere indagata è la moglie del banchiere che si trovava a Palazzo al Bosco durante il sequestro. Durante l’operazione sono state sequestrate anche opere d’arte contemporanea, Eric e Caroline Freymond era dei veri e propri mecenati in quanto la tenuta è stata luogo di mostre d’arte e performance culturali, convegni riservati con un pubblico selezionato. Le indagini del pubblico ministero del Cantone di Vaud, come riporta ANSA spiegano gli inquirenti “un quadro caratterizzato da una sistematica attività di distrazione di risorse finanziarie, quantificate in circa 18.000.000 di franchi svizzeri (pari a circa 20 milioni di euro)”, nella quale è merso che gli investimenti finivano in un riciclaggio a Firenze. 

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Un’indagine meticolosa che, secondo gli inquirenti, contribuisce a fare chiarezza sulla vicenda legata alla nota icona del cinema. Tuttavia, negli ambienti del jet set internazionale, non sarebbe un caso isolato. Già nel dicembre 2025, la stampa francese aveva dato conto di un’altra vicenda: l’82enne Nicolas Puech, erede della maison Hermès e residente in Svizzera, aveva accusato il suo ex consulente patrimoniale, Eric Freymond nel frattempo deceduto di essersi appropriato indebitamente di 6 milioni di azioni ricevute in eredità dal bisnonno. Secondo l’accusa, tali titoli sarebbero stati trasferiti a vantaggio di Bernard Arnault, a capo del gruppo LVMH, nel contesto di una complessa disputa legale tra protagonisti dell’alta finanza del lusso, culminata in una causa civile intentata da Puech presso il tribunale di Parigi.

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