Non c'è più tempo: 300 personalità di hollywood contro le molestie

Moltissime donne tra attrici, sceneggiatrici e personalità di Hollywood hanno già raccolgo 15 milioni di dollari per aiutare donne e uomini vittime di molestie in tutti i settori lavorativi.

L'attrice Cate Blachett, tra le donne parte del progetto Time's Up

L'attrice Cate Blachett, tra le donne parte del progetto Time's Up

globalist 1 gennaio 2018

Time's up. Non c'è più tempo. Questo il nome scelto da più di 300 tra attrici, sceneggiatrici e personalità di Hollywood per un fondo speciale per il sostegno legale a donne e uomini molestati sessualmente sul lavoro. Tra i membri, che sono già riusciti a raccogliere 13-15 milioni di dollari, figurano nomi come Kate Blanchett, Ashley Judd, Natalie Portman e Meryl Streep, la présidente di Universal Pictures Donna Langley, la scrittrice femminista Gloria Steinem, l'avvocato ed ex capo dello staff di Michelle Obama Tina Tchen e la co-presidente della Fondazione Nike Maria Eitel.

Il progetto è stato lanciato dalle pagine del New York Times con un testo che iniziava con 'Dear Sisters', care sorelle, e continuava prospettando un aiuto concreto, da parte di Hollywood, a tutte quelle donne e uomini meno fortunati che non hanno la possibilità di denunciare le molestie subite. Settori come quello domestico o agricolo, dove il rapporto di potere da parte dei datori di lavoro è, se possibile, ancora più sproporzionato.

L'idea delle trecento di Hollywood è dunque quella di mettere a disposizione di altri mondi e di altre persone meno fortunate la grande capacità di far sentire la loro voce che deriva dall'avere accesso alle maggiori "piattaforme" di comunicazione attraverso la fama e la celebrità. In sostanza, Meryl Streep, Nathale Portman e le altre celebri donne di Hollywood s'impegnano a dare la loro voce (e a raccogliere fondi) alle donne meno fortunate di loro che in tutte le parti degli Stati Uniti sono oggetto di molestie e vessazioni in ambienti professionali, anche quelli che sono meno 'glamour' del mondo del cinema e dello spettacolo e dove ci sono meno strumenti a disposizione per denunciare e difendersi dalle forme di sopraffazione.