Sciopero nazionale della cultura, mobilitazioni in tutta Italia il 12 giugno

Presidi davanti ai principali luoghi simbolo del patrimonio culturale italiano. I sindacati chiedono più investimenti, stabilizzazioni e tutele per i lavoratori del settore.

Sciopero nazionale della cultura, mobilitazioni in tutta Italia il 12 giugno
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11 Giugno 2026 - 16.50


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Prenderà il via il 12 giugno la prima mobilitazione nazionale dei lavoratori della cultura, promossa da Fp Cgil e Nidil Cgil, con manifestazioni e presidi organizzati in numerose città italiane. L’iniziativa coinvolgerà i dipendenti del Ministero della Cultura e del comparto Federculture, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle condizioni lavorative del settore e sulla necessità di maggiori investimenti pubblici.

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Da Napoli a Firenze, da Milano a Venezia, passando per Roma, Torino, Genova, Bari e altre città, saranno quindici le piazze coinvolte nella giornata di protesta. Tra i luoghi simbolo scelti per le manifestazioni figurano gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera, le Gallerie dell’Accademia e Piazza del Plebiscito.

Secondo le organizzazioni sindacali, il comparto culturale vive da anni una situazione caratterizzata da sottofinanziamento, forte ricorso al lavoro precario e scarsa valorizzazione delle professionalità. Una condizione che, sostengono, rende il settore frammentato e spesso privo di adeguate tutele. Tra le principali richieste avanzate dai lavoratori figurano il riconoscimento della dignità professionale ed economica delle attività culturali, il rafforzamento della contrattazione collettiva, la riduzione della precarietà attraverso la stabilizzazione del personale e la reinternalizzazione dei servizi affidati all’esterno. Vengono inoltre richiesti un piano straordinario di assunzioni nelle istituzioni culturali pubbliche e l’introduzione di un reddito di discontinuità per le professioni caratterizzate da rapporti di lavoro intermittenti.

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Particolare attenzione viene posta anche al tema della salute e sicurezza sul lavoro, con la richiesta di garantire piena tutela anche ai lavoratori impiegati con contratti atipici o non continuativi.
La mobilitazione assume inoltre una valenza politica. I sindacati contestano infatti le scelte del Governo in materia di spesa pubblica, denunciando una progressiva riduzione delle risorse destinate alla cultura. «Scegliamo la cultura, il lavoro e la pace», affermano le organizzazioni promotrici, criticando l’aumento degli investimenti nel settore della difesa a fronte dei tagli destinati alle attività culturali.

Sostegno all’iniziativa è arrivato anche da esponenti dell’opposizione. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, ha definito la protesta un segnale importante per richiamare l’attenzione su un comparto che, a suo giudizio, continua a essere penalizzato nei bilanci pubblici nonostante il ruolo strategico che riveste per il Paese.

La giornata del 12 giugno rappresenta dunque un passaggio significativo per il mondo della cultura italiana, che per la prima volta si presenta unito in una mobilitazione nazionale per rivendicare diritti, tutele e investimenti a sostegno di un settore considerato fondamentale per la crescita sociale ed economica del Paese.

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