La scelta del Ministro Alessandro Giuli di tagliare i fondi ai grandi festival musicali per finanziare il decreto sulle accise ha scatenato non poche polemiche.
La situazione geopolitica tra USA, Israele e Iran, e in particolare la questione dello stretto di Hormuz, sta incidendo pesantemente sui prezzi dei carburanti.
Per finanziare il decreto sulle accise, il Consiglio dei Ministri ha deciso di decurtare le dotazioni di tutti i dicasteri, con la forbice caduta sui Grandi Festival, che già avevano subito un abbattimento del 5% nell’ultimo triennio.
Ciò va a gravare su Festival del calibro dell’Umbria Jazz, il Festival dei due mondi a Spoleto, il Festival Verdi di Parma e tantissimi molti altri che richiamano milioni di persone.
Questo pone l’attenzione su come, dall’insediamento del governo Meloni, i finanziamenti per la cultura siano stati decurtati complessivamente del 30% portando ad una denuncia e ad una lettera scritta al Ministro Giuli da parte di Francesco Maria Perrotta, presidente di Italia-Festival, l’associazione dell’Agis che raggruppa molte delle realtà più importanti.
Queste le parole di Perrotta: “Il problema vero è il doppio taglio, che mette in ginocchio istituzioni riconosciute di assoluto prestigio internazionale. Poiché a fronte dei fondi ricevuti, bisogna rispettare altissimi standard di qualità, se si levano i soldi si rischia di non riuscire più a farvi fronte.”
“Il nostro mondo ha bisogno di certezze – prosegue Perrotta – che sono tutte venute meno. Riguardano i tagli operati nel passato: non sappiamo se verranno più recuperati. Riguardano il presente: hanno continuato a tagliare, per di più a festival già iniziati o in procinto di. E riguardano pure il futuro: si continuerà su questa strada?”
