Una vasta inchiesta realizzata dall’agenzia di stampa internazionale Reuters ha riacceso l’attenzione sul mistero che circonda l’identità di Banksy. Secondo le ricostruzioni emerse dall’indagine, dietro il celebre pseudonimo si nasconderebbe Robin Gunningham, artista e graffitista nato a Bristol nel 1973, che in seguito avrebbe utilizzato anche il nome di David Jones.
Questa scoperta è avvenuta grazie ad un lavoro di giornalismo investigativo, basato su testimonianze raccolte sul campo, analisi video e soprattutto su un’attenta ricostruzione degli spostamenti dell’artista inglese. L’inchiesta è iniziata dopo la comparsa di alcune opere verso la fine del 2022 in Ucraina, la cui attribuzione è stata confermata da Banksy stesso attraverso i suoi social come gesto di vicinanza alle vittime della guerra russo-ucraina.
Alcuni report di Reuters si sono recati nelle varie località interessate, tra cui la località di Horenka, raccogliendo informazioni fra gli abitanti, mostrando loro delle fotografie di diversi street artist, incluso il francese Thierry Guetta, per poter identificare il vero Banksy. Tutte le prove puntavano verso Gunningham, individuato dal tabloid Daily Mail già nel 2008 come riporta l’ANSA: il giornale affermò che la sua inchiesta durata un anno era “arrivata il più vicino possibile a rivelare” l’identità dell’artista pur mantenendo una prudenza.
Negli anni, erano emerse delle foto di Gunningham ma il manager dell’artista negò tutto. Bansky ha successivamente preso il nome di David Jones, sebbene non sia chiaro se lo adoperi ancora, soprattutto dopo la nuova attenzione mediatica seguita all’inchiesta di Reuters. Dall’indagine è emerso inoltre che il frontman della band trip-hop Robert De Naja dei Massive Attack, è stato un collaboratore di Bansky, realizzando alcune opere assieme.
L’anno scorso, anche la BBC ha pubblicato delle foto di un Bansky giovane mentre era concentrato ad insegnare come si realizzano graffiti e stencil ad alcuni ragazzi nella sua Bristol verso gli anni 90. A consegnare questi scatti è stato Peter de Boer, un responsabile del centro per giovani dove Bansky era stato chiamato per delle lezioni con alcuni adolescenti, dietro un compenso di 50 sterline per lezione, per poi un giorno creare delle opere d’arte valutate milioni.
Nonostante le numerose indagini giornalistiche e gli indizi raccolti nel corso degli anni, l’identità di Banksy continua ufficialmente a rimanere un mistero. Le ricostruzioni che indicano Robin Gunningham come possibile autore delle celebri opere di street art rappresentano, ad oggi, una delle ipotesi più accreditate, ma non sono mai state confermate in modo definitivo.
