Gibellina apre ufficialmente il 2026 da prima Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, avviando il 15 e 16 gennaio un’intensa due giorni inaugurale che intreccia memoria storica, sperimentazione artistica e partecipazione collettiva. Le date coincidono con l’anniversario del terremoto del 1968 che devastò la città e l’intera Valle del Belìce, trasformando il ricordo della tragedia in punto di partenza per una nuova narrazione culturale.
Il progetto che accompagnerà Gibellina per tutto l’anno si intitola Portami il futuro ed è curato dal direttore artistico Andrea Cusumano. L’iniziativa raccoglie e rilancia l’eredità di Ludovico Corrao, sindaco e poi presidente della Fondazione Orestiadi, che fece della città ricostruita un laboratorio internazionale di arte, architettura e pensiero contemporaneo. Mostre, residenze artistiche, performance site-specific, conferenze e laboratori partecipati saranno gli strumenti attraverso cui l’arte diventa leva di rigenerazione sociale e territoriale.
La programmazione inaugurale è concepita come un racconto unitario che attraversa i luoghi emblematici di Gibellina, mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità. La musica svolge un ruolo centrale, con un percorso che spazia dal repertorio sinfonico alle sonorità popolari, sottolineando la vocazione mediterranea della città come crocevia di culture e lo spazio pubblico come luogo di condivisione.
La cerimonia istituzionale si terrà nella mattinata di giovedì 15 gennaio alla Sala Agorà del Comune, con diretta streaming nella piazza antistante. Sono attesi il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e l’Orchestra Filarmonica del Sud (FIDES), che per tutto il 2026 diventerà orchestra stabile della città con sede all’auditorium del MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao. Accanto alla musica, spazio anche alla poesia con due contributi video originali: la lettura del testo inedito Poesia Gibellina di Marilena Renda, ambientata al Grande Cretto di Alberto Burri, e la performance del sassofonista jazz Francesco Cafiso alla Montagna di Sale di Mimmo Paladino.
Nel pomeriggio aprono le prime mostre. Alla Fondazione Orestiadi inaugura Colloqui, un progetto che mette in relazione le opere di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo, figure centrali nella storia culturale della città. Al Teatro Consagra prende forma Dal Mare: dialoghi con la città frontale, con le video-installazioni Resto dei MASBEDO e The Bell di Adrian Paci, che riflettono sul Mediterraneo come spazio umano, politico ed esistenziale.
La giornata del 15 gennaio si chiude alle 19.30 con il concerto, a ingresso libero, de La Banda del Sud nella Sala Agorà: un progetto speciale del Ministero della Cultura che riunisce dieci musicisti del Mezzogiorno, diretti da Gigi Di Luca e Mario Crispi, insieme ad artisti internazionali provenienti da Spagna e Palestina, in un dialogo musicale che valorizza radici comuni e contaminazioni culturali.
Venerdì 16 gennaio il programma prosegue con le mostre legate a Generazione Sicilia. All’ex Chiesa di Gesù e Maria, progettata da Nanda Vigo, viene presentata l’installazione Austerlitz di Daniele Franzella, mentre al MAC inaugura la collettiva dedicata alla Collezione Elenk’Art. La due giorni si conclude alle 21 in piazza XV Gennaio 1968 con il concerto gratuito di Max Gazzè & Calabria Orchestra nell’ambito del progetto Musicae Loci, seguito dallo spettacolo pirotecnico Città di Tebe, pensato in dialogo con il contesto urbano e i temi della manifestazione.
