Arriva a Roma la mostra “Tesori – Il patrimonio della Biblioteca nazionale centrale di Roma” per festeggiare i 150 anni dalla sua nascita (1876-2026). Al centro dell’esposizione ci sono le collezioni orientali e africane per raccontare la storia e la memoria dei continenti. Sono previsti i codici altomedievali, tra cui le Confessioni di sant’Agostino (VI secolo), manoscritti miniati umanistici di lusso, libri e la collezione di incunaboli.
A seguire una sezione è dedicata alle edizioni stampate da Aldo Manuzio e alle prime edizioni dei testi di Giordano Bruno, con elementi storici per mostrare il libro come opera artistica. Sono previste più di 100 opere per offrire al pubblico un percorso storico, artistico e documentario del tutto nuovo. Particolarmente importanti sono le Collezioni Cartografiche, tra cui il Planisfero di Pareto del 1455, l’Indicatore della Qibla, la prima rappresentazione conosciuta dell’America in una cartina araba, le vedute di Roma da Nolli a Liverani, finendo con van Wittel.
Si arriva poi al ‘900 con i documenti di Morante e Pasolini e l’esposizione per la prima volta di alcuni testi di Calvino. Al centro della mostra c’è anche la storia della Biblioteca che compie 150 anni. Era il 14 marzo 1876 quando Roma aprì alla Biblioteca nazionale. Ma ha una storia ancora più antica: nel 1873 vennero chiuse le corporazioni religiose, evento che portò alla nascita del Collegio Romano attorno alla Biblioteca Major dei Gesuiti, più di 70 raccolte conventuali e circa 300 mila volumi. Questo costituisce la storia della biblioteca, diventata oggi un edificio moderno, in contatto con note biblioteche in tutto il mondo.
Previste per l’inaugurazione le presenze, tra gli altri, del Capo Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura, Massimo Osanna; il Direttore Generale della DG Biblioteche e istituti culturali, Paola Passarelli, e il Direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma, Stefano Campagnolo. Fino al 2 aprile sarà possibile visitare l’esposizione.
